Startup hi-tech italiane, il mercato cresce grazie agli investimenti stranieri

Credono nella capacità degli italiani più gli stranieri che i nostri connazionali. Ecco, in estrema sintesi, l’identikit dello stato di salute delle startup italiane secondo l’Osservatorio Startup Hi-tech promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con Italia Startup – l’Associazione dell’ecosistema startup italiano.

Investitori esteri più fiduciosi

In base alle evidenze del rapporto, cresce la fiducia degli investitori esteri (+163% rispetto al 2016), i finanziamenti dei quali rappresentano il 36% dei fondi a disposizione delle startup hi-tech italiane. Passa da 101 milioni nel 2016 a 80 milioni nel 2017 il contributo economico degli investitori formali italiani, ma a bilanciare la decrescita è l’aumento del 10% dei finanziamenti da parte di attori informali.

Per il Nord e il Centro Italia il sistema a supporto delle startup è la principale motivazione che influenza la scelta della localizzazione della sede (per il 29% e 33% del campione), insieme all’accesso a personale qualificato in loco (17%). Al Sud e nelle Isole, le motivazioni si spostano sulla possibilità di accedere a incentivi conferiti da autorità pubbliche (23%) e sulla dimensione del mercato (23%).

Le note positive

“L’ecosistema startup hi-tech italiano continua purtroppo a soffrire di un cash shortage a monte, e dovrebbe essere sostenuto da opportuni strumenti ed operazioni ad esso interamente destinati e dedicati. È doveroso osservare però come all’interno di questo trend vi sia una nota positiva per le startup nostrane: si evidenzia infatti un aumento del taglio medio di investimento (circa il 70% dei quali superano i 500.000 euro), segnale che anche in Italia è possibile ottenere round di fascia medio-alta che aiutino la startup a proseguire nel processo di crescita” dice Antonio Ghezzi, Direttore dell’Osservatorio Startup Hi-tech del Politecnico di Milano.

Gli investimenti in startup hi-tech italiane nel 2017

Gli investimenti da parte di attori formali calano del 21%, passando dai 101 milioni del 2016 agli 80 milioni del 2017. Certamente un dato negativo, anche a fronte dell’ottima performance fatta registrare nel 2016 (dove per la prima volta avevano sfondato il tetto dei 100 milioni) ma la diminuzione non deve suscitare allarmismi. Negli ultimi sei anni, infatti, si è assistito spesso ad andamenti altalenanti, dove le dimensioni ancora ridotte degli investimenti complessivi potevano essere influenzate significativamente da poche grandi operazioni dell’ordine delle decine di milioni di euro.

I finanziamenti da attori informali fanno da contraltare al comparto precedente, bilanciando in parte la loro decrescita grazie a un trend positivo (+11%) che li porta a raggiungere quota 89 milioni di euro (contro gli 81 milioni di euro del 2016). Per la prima volta dal 2012 si registra quindi il “sorpasso” degli investimenti informali su quelli formali, guidato prevalentemente dalle componenti degli Angel Network e dei Business Angel indipendenti, nonché da una forte crescita dell’Equity Crowdfunding che raddoppia il suo valore dell’anno, per una stima pari a oltre 10 milioni di euro (entrambe le componenti positivamente influenzate dagli incentivi legati al 30% di detrazione fiscale sulle somme investite in startup e PMI innovative).

Mercato immobiliare in ripresa: compravendite a +1,8% su base congiunturale

Qualche buona notizia per il mercato immobiliare italiano, almeno nel primo trimestre del 2017. In base ai dati diffusi dall’Istituto nazionale di statistica, pare che qualcosa si stia muovendo e che ci siano spiragli rosei, dopo anni decisamente difficili per il comparto degli immobili. L’analisi rivela che le convenzioni notarili di compravendite per unità immobiliari (169.527) sono cresciute dell’1,8% su base congiunturale (+1,6% il settore dell’abitativo e +4,5% il comparto economico). Un ottimo segnale per il mercato immobiliare nostrano, confermato anche da una crescita generalizzata in tutto il paese, dal Nord al Sud, nelle grandi città metropolitane così come nei piccoli centri.

Più operazioni nel Nord-est d’Ital

E’ al Nord-Est che si registrano gli incrementi congiunturali più significativi: le compravendite di immobili  segnano un +3,1% e quelle per il comparto abitativo il +3,0%. Performance ottime al Nord-ovest e al Sud per l’economico (+5,2% entrambe), mente il Centro vede una leggera flessione sulla totalità della transazioni (-0,1%).In termini tendenziali le convenzioni notarili di compravendite per unità immobiliari aumentano del 6,5% (settore abitativo +6,5% e comparto economico +5,5%) in un contesto di rallentamento della crescita.

Cresce il settore sia abitativo sia economico

L’aumento su base annua coinvolge tutte le aree geografiche: gli aumenti più corposi si registrano nel  Nord-est e nel Nord-ovest per il settore dell’abitativo (rispettivamente +8,8% e +8,2%) e nelle Isole e nel Nord-est per quello economico (+9,5% e +8,1%). Il trend di crescita coinvolge sia le città metropolitane sia i piccoli centri: per l’abitativo rispettivamente +7,0% e +6,1%, per il comparto economico +4,6% e +6,2%.

Trasferimenti di proprietà di immobili il 93,8% delle convenzioni

In base ai dati dell’Istituto di statistica, il 93,8% delle convenzioni stipulate concerne trasferimenti di proprietà di immobili ad uso abitativo ed accessori (159.024), il 5,6% quelli ad uso economico (9.534) e lo 0,6% quelli ad uso speciale e multiproprietà (969).

Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (97.199) segnano un incremento del 2,5% rispetto al trimestre precedente e del 10,7% su base annua. La ripresa coinvolge tutto il territorio nazionale.

La crescita è distribuita a livello nazionale

In Italia, la crescita tendenziale riguarda tutte le ripartizioni geografiche – con variazioni più consistenti nel Nord-ovest (+12,2%) e nel Centro (+10,8%) – ed è più marcata nelle città metropolitane (+11,9%) rispetto ai piccoli centri (+9,8%). Ma la crescita c’è, ed è davvero un ottimo segnale per il comparto.