Alcuni buoni motivi per seguire un corso per estetista professionale

Il settore dell’estetica professionale è oggi uno dei più apprezzati ed in costante evoluzione, dato che comprende innumerevoli aree professionali legate sia all’immagine che alla bellezza, all’estetica e alla salute. Questa caratteristica multidisciplinare conferisce all’estetista un valore incalcolabile, rendendola una risorsa essenziale in grado di regalare agli altri il benessere di cui hanno bisogno.

Pertanto, non sorprende il fatto che sempre più persone siano interessate allo studio dell’estetica professionale, una formazione in grado di aprire le porte di un mondo stimolante e dinamico, nonchè opportunità professionali di tutto rispetto per quanti si impegnano e nutrono grande passione per questo settore, un mondo pieno di aree specifiche in cui il professionista può costantemente rinnovarsi; un ambito in cui vengono costantemente adottati trattamenti e tecniche sempre più efficienti, grazie ai quali è possibile perfezionare il corpo, il viso e persino la mente, nonchè contribuire a migliorare e rafforzare l’immagine globale delle persone.

Se stai pensando di frequentare un corso estetista professionale, quello organizzato da Academia BSI è uno dei migliori in Italia grazie alla preparazione dei suoi docenti e delle strutture messe a disposizione degli alunni. Parliamo di una professione che spazia dalla depilazione, alla manicure o alla decorazione delle unghie, a massaggi olistici e trattamenti per il corpo e il viso, tra molte altre specialità, le quali vengono tutte ampiamente incluse all’interno del corso.

Se sei appassionato dell’immagine ma non hai ancora deciso di studiare l’estetica, ciò che ti mostriamo di seguito chiarirà tutti i tuoi dubbi relativi alla scelta di frequentare o meno un corso di estetica professionale.

Aiuta le persone a piacersi di più

Il primo dei motivi per frequentare un corso di estetica professionale è il piacere di creare, garantire e mantenere la bellezza delle persone, aiutandole a piacersi di più.

Le estetiste sono le prime a far sentire bene tutti coloro che passano dalle loro mani. Sanno come far brillare veramente una persona, farla rilassare, migliorare la propria autostima e sicurezza lavorando la pelle del viso e il resto del corpo, oltre a prendersi cura delle mani, eliminare le imperfezioni ed eventuali inestetismi.

Contribuire alla salute e al benessere personale

L’estetista è considerato uno dei pezzi fondamentali della società di oggi, poiché il suo ruolo contribuisce al miglioramento dell’immagine e, soprattutto, del benessere e della salute, sia fisica che mentale, degli altri.

Oltre a prendersi cura della pelle ed eseguire trattamenti specifici per alleviare disturbi o garantire la cura delle unghie del cliente, il professionista si dedica anche al miglioramento della salute e del benessere attraverso trattamenti, massaggi o tecniche come l’aromaterapia, una pratica ancestrale che offre una vasta gamma di possibilità terapeutiche e che utilizza oli naturali come base.

Una professione creativa che guarda alle nuove tendenze

Un altro dei grandi motivi per seguire un corso per estetista professionale è la possibilità di sviluppare maggiore creatività ed entrare nel mondo della moda e delle tendenze. L’estetica professionale ha infatti molti rami di specializzazione, tra i quali vale la pena menzionare, a causa della sua connessione con creatività e tendenza, la costruzione e la decorazione delle unghie, ambito in cui l’immaginazione gioca un ruolo importante al fine di creare un numero incessante di soluzioni.

Infine, uno dei motivi convincenti che spingono i professionisti del settore a continuare la formazione in estetica è l’applicazione dei servizi quali massaggi, trattamenti, servizi di bellezza e salute che solo un corso estetico professionale può consentire di effettuare ad alti livelli.

Ora conosci alcuni dei motivi più importanti per i quali frequentare un corso di estetista professionale e, prima o poi, creare il tuo centro estetico o avviarti alla professione autonomamente.

Il crimine finanziario globale supera il Pil della Spagna: un nuovo report

I crimini finanziari globali generano un business che supera ampiamente il Pil della Spagna. Il dato, impressionante, emerge dal World Check Risk Intelligence 2019, report appena pubblicato e che raccoglie i dati sui crimini finanziari globali. Secondo i dati elaborati dal Centro Studi di ReputationUp, società specializzata in gestione della reputazione online, l’ammontare del fatturato del crimini finanziari globali ha toccato i 1,45 trilioni di dollari, superando il Pil del Paese Iberico fermo a 1,3 trilioni di dollari. Un flusso impressionante di denaro che può essere impiegato per finanziare operazioni illecite e gravissime quali le attività terroristiche e il riciclaggio di denaro sporco.

L’economia mondiale in pericolo?

Oltre la dimensione dei numeri, fa effetto pensare quali potrebbero essere gli effetti di questo business criminoso. “Questo dato incredibile mostra chiaramente quanto tutta l’economia mondiale sia in serio pericolo. È infatti inconcepibile che il Pil di una grande nazione europea come la Spagna sia addirittura inferiore al Pil del Global Financial Crime”, afferma Andrea Baggio, CEO e Founder di ReputationUP. Il pericolo è anche connesso con attività illecite davvero pericolose per l’intero pianeta. Come rivelato dal rapporto World Check Risk Intelligence 2019, gli analisti mettono in correlazione il crimine finanziario con il riciclaggio di denaro sporco (money laundering) e il finanziamento al terrorismo (money dirtying): “I soggetti più a rischio sono soprattutto le banche, gli istituti finanziari e creditizi, i servizi governativi e di intelligence, che devono adottare misure sempre più stringenti di KYC, Due Diligence e Risk Intelligence” sottolinea ancora Baggio. Pena il rischio di diventare vittime di attività criminose.

Migliaia di aziende colpite ogni anno

Stando ai dati più recenti, ogni anno sono migliaia le aziende che vengono colpite da questa tipologia di truffa, che ne compromette affidabilità e reputazione. Andando ancor più in dettaglio, si scopre che quasi il 50% delle società globali è stata vittima di almeno un crimine finanziario negli ultimi 12 mesi. Un fenomeno che non accenna a diminuire, anzi, e che permette di finanziare attività criminose a discapito delle imprese “sane” di tutto il mondo. Ecco perché analisti, esperti e addetti ai lavori vorrebbero attivare un confronto su su come migliorare l’attuale sistema normativo in termini di Anti Money Laundering e Combating the Financing of Terrorism.

Wi-Fi a rischio attacco hacker. Scoperte nuove vulnerabilità

Non solo i pc e gli smartphone, ora anche la stessa connessione a Internet è a rischio di attacchi informatici. Anche il Wi-Fi, quindi, entra nel mirino degli hacker: il CERT (Computer Emergency Response Team) ha reso noti alcuni dettagli relativi a nuove tecniche di attacco, che sfruttano vulnerabilità all’interno di varie implementazioni di tecnologie wireless 802.11.

Si tratta di una famiglia di vulnerabilità già nota con l’alias KRACK (Key Reinstallation Attack). KRACK era infatti stata scoperta nell’ottobre del 2017 dai ricercatori sulla sicurezza dell’Università di Leuven, in Belgio.

Debolezze nelle fasi di handshake dei protocolli di rete wireless

Secondo quanto identificato dagli autori della ricerca, attraverso questo sistema un attaccante che si trovi nel raggio di azione di un dispositivo Wi-Fi può sfruttarne debolezze. Soprattutto nelle fasi di handshake (l’iniziale scambio di segnali tra computer volto a stabilire i parametri della trasmissione) dei protocolli di rete wireless WPA2, FILS (Fast Initial Link Setup), e TPK (Tunneled direct-link setup PeerKey), per riuscire a intercettare o alterare il traffico della vittima.

Al momento le vulnerabilità non sono state sfruttate all’interno di campagne di attacco

I ricercatori dell’Università di Leuven, riporta Adnkronos, hanno così effettuato verifiche su varie patch di sicurezza (in inglese pezza, toppa: porzione di software progettata per aggiornare o migliorare un programma) per chi era finito nel mirino delle vulnerabilità KRACK del 2017.

“Per implementazioni specifiche in dispositivi Apple, Android, Linksys, Sitecom, TP-Link e Asus è stata riscontrata la persistenza delle problematiche relative alla re-installazione di chiavi crittografiche”, fanno sapere gli esperti del CERT, aggiungendo che “le vulnerabilità non sono al momento state sfruttate all’interno di campagne di attacco”. Ma come difendersi?

“Verificare la disponibilità di aggiornamenti firmware e applicarli al più presto”

Tuttavia, sottolinea il CERT, “vista la disponibilità di strumenti volti a replicare le problematiche di dettagli tecnici e di possibili lacune nelle patch precedentemente rilasciate, si suggerisce di verificare la disponibilità di aggiornamenti firmware (una sequenza di istruzioni integrate direttamente in un componente elettronico programmato) per i dispositivi potenzialmente vulnerabili, e di applicarli al più presto”.

Un articolo dettagliato su tale sistema di attacchi e vulnerabilità, intanto, è stato presentato nel corso della conferenza Computer and Communications Security (CCS) di Toronto, il 15 e 16 ottobre.

Da Google l’app che trova la somiglianza fra i selfie e le opere d’arte

Un’app che cerca la somiglianza tra un nostro selfie e un ritratto, magari con la Venere del Botticelli, oppure con l’autoritratto di Van Gogh. Di fatto Art Selfie, il nuovo strumento messo a disposizione da Google, è stata già lanciata a gennaio negli Stati Uniti, ma ora arriva in tutto il mondo, Italia compresa. Si tratta di un’applicazione realizzata con Google Arts & Culture, lo spazio online del famoso motore di ricerca, che permette agli utenti di esplorare le opere d’arte, i manufatti e molto altro ancora contenuti negli oltre 1.500 musei, archivi e organizzazioni di tutto il mondo che hanno lavorato con Google per portare online le loro collezioni e le loro storie, riferisce Ansa.

Sono più 78 milioni gli art Art Selfie realizzati

“Insieme ai nostri musei partner cerchiamo costantemente nuovi modi per consentire alle persone di interagire con l’arte e scoprirne aspetti inediti – spiega Michelle Luo, Product Manager, Google Arts & Culture -. Con lo stesso spirito, Art Selfie comparirà come opzione in Google Lens, ovviamente quando si sarà di fronte a un’opera d’arte”.

L’app permette quindi di trovare il nostro sosia artistico tra decine di migliaia di opere d’arte provenienti dalle collezioni dei musei partner della società di Mountain View, ed è disponibile per iOS e Android. A oggi l’app di Google Arts & Culture ha già realizzato più di 78 milioni di Art Selfie. “Grazie alla collaborazione con le nostre istituzioni partner – continua Luo – abbiamo più che raddoppiato il numero di opere disponibili in modo che possiate essere abbinati a decine di migliaia di ritratti”.

Scoprire di assomigliare al ritratto dell’Imperatore Gojong o a quello di Frida Kahlo

I risultati possono essere sorprendenti, come l’esempio di una donna di St Louis, negli Stati Uniti, il cui selfie è stato abbinato a un ritratto della sua bisnonna, Emma. Ma “potreste scoprire di assomigliare al ritratto dell’Imperatore Gojong o a quello di Frida Kahlo”, continua Michelle Luo. Ma non è tutto, perché il selfie stesso diventa una vera e propria “porta” per entrare nel mondo dell’arte: se si clicca sul nostro selfie infatti si possono scoprire tutte le informazioni su un determinato artista.

Una tecnologia di visione artificiale basata sul machine learning

L’app si basa su una tecnologia di visione artificiale incentrata sul machine learning. Ma come funziona Art Selfie? Il meccanismo è molto semplice: quando ci scattiamo un selfie la nostra foto viene confrontata con i volti delle opere d’arte presenti su Google Arts & Culture, e in pochi attimi si possono vedere i risultati confrontati in base a una percentuale che stima la somiglianza visiva di ogni abbinamento con il nostro viso.

“La prossima volta che utilizzate Lens con le opere d’arte – consiglia quindi Michelle Luo – è quello di tenere d’occhio Art Selfie come opzione in Google Lens su Android”.

App cattiva: non salva la batteria, ma ruba i dati

Della serie non si può mai stare tranquilli. Questa volta sotto la lente è un’App che, nelle parole, dovrebbe salvare la durata della batteria, ma in realtà è un malware.

Alert per i dispositivi Android

L’alert riguarda i dispositivi Android. L’App malevola, individuata dai ricercatori di RiskIQ, si chiama Advanced Battery Saver (nome pacchetto: com.advancedbatr.batsaver) che – avvisano gli esperti del Cert – Computer Emergency Response Team – “si presenta come uno strumento per il risparmio energetico e il controllo della batteria del telefono ma, oltre a svolgere la funzionalità per la quale appare essere progettata, nasconde anche un adware in grado di sottrarre informazioni dal dispositivo”.

Come agisce la App

Con questa applicazione, l’utente viene rediretto sulla pagina da cui scaricare l’App da “pagine web truffaldine che mostrano un falso avviso che informa la vittima che il suo dispositivo si sta rallentando e che la batteria si sta consumando rapidamente”, scrive AdnKronos. Avviso che invita a “scaricare un’App ‘raccomandata’ per ripulire la memoria del telefono e renderlo più veloce”.
A questo punto l’utente, se clicca su un tasto qualunque, “viene reindirizzato su un altro server controllato dagli autori del malware che a sua volta lo porta sulla pagina dello store di Google da cui scaricare l’App malevola”. L’App “richiede diverse autorizzazioni, non direttamente correlate alla sua funzione primaria, che dovrebbero mettere in allarme un utente consapevole”. Se si danno le autorizzazioni, l’App diventa pericolosa e può leggere dati di log; ricevere messaggi di testo (SMS); ricevere dati da Internet; accoppiarsi con dispositivi bluetooth; accedere alla rete senza limitazioni; modificare le impostazioni del sistema.

La false promesse

Anche se la App dovrebbe aumentare la durata della batteria, i ricercatori avvisano che questa “sfortunatamente nasconde anche una funzionalità di adware, costituita da una backdoor finalizzata alla generazione di clic fraudolenti su annunci pubblicitari che generano profitto per l’autore del malware. Inoltre, la porzione malevola del codice dell’App è in grado di sottrarre informazioni dal dispositivo, tra cui il codice IMEI, i numeri di telefono memorizzati, il tipo, la marca e il modello dell’apparato, la posizione geografica”. Questo malware “”comunica con un server C&C codificato al suo interno mediante HTTP. Il contenuto delle comunicazioni viene cifrato mediante l’algoritmo AES con una chiave predefinita. Il malware riceve dal server remoto le informazioni sugli annunci pubblicitari da caricare e invia l’esito dell’operazione una volta completata l’azione di clic”. Al momento, “l’App ‘Advanced Battery Saver’ risulta ancora presente su Google Play ed è disponibile in forma di APK su svariati repository di terze parti”.

Facebook, nuovi strumenti contro le fake news

Facebook prosegue nel suo impegno contro le fake news, annunciando una serie di iniziative e il lancio di nuovi strumenti di verifica e segnalazione. In particolare, l’attenzione si focalizzerà sui messaggi politici, anche in vista delle elezioni. Arriva infatti il fact-checking delle notizie che circoleranno sulla sua piattaforma in collaborazione con Pagella Politica, piattaforma italiana specializzata nel monitoraggio delle dichiarazioni di esponenti politici per valutarne la veridicità. Ancora, il social di Zuckerberg ha siglato una  collaborazione con l’Agcom e partecipa al Tavolo tecnico per la garanzia del pluralismo e della correttezza sulle piattaforme digitali lanciato dal Garante per le comunicazioni con l’obiettivo di prevenire e contrastare le strategie di disinformazione.

Il decalogo è già sul social

Nel frattempo, su Facebook è anche online un decalogo con i consigli su come imparare a riconoscere le notizie false, in collaborazione con Fondazione Mondo Digitale. A disposizione degli utenti – è consultabile anche nel Centro assistenza di Facebook oltre che nella parte alta del News Feed – anche , è diviso – appunto – in 10 consigli utili. Eccoli, ripresi testualmente dal social.

Non ti fidare dei titoli

Le notizie false spesso hanno titoli altisonanti scritti tutti in maiuscolo e con ampio uso di punti esclamativi. Se le affermazioni contenute in un titolo ti sembrano esagerate, probabilmente sono false.

Guarda bene l’URL

Un URL fasullo o molto simile a quello di una fonte attendibile potrebbe indicare che la notizia è falsa. Molti siti di notizie false si fingono siti autentici effettuando cambiamenti minimi agli URL di questi siti. Puoi accedere al sito per confrontare l’URL con quello della fonte attendibile.

Fai ricerche sulla fonte

Assicurati che la notizia sia scritta da una fonte di cui ti fidi e che ha la reputazione di essere attendibile. Se la notizia proviene da un’organizzazione che non conosci, controlla la sezione “Informazioni” della sua Pagina per scoprire di più.

Fai attenzione alla formattazione

Su molti siti di notizie false, l’impaginazione è strana o il testo contiene errori di battitura. Se vedi che ha queste caratteristiche, leggi la notizia con prudenza.

Fai attenzione alle foto

Le notizie false spesso contengono immagini e video ritoccati. A volte, le immagini potrebbero essere autentiche, ma prese fuori contesto. Puoi fare una ricerca dell’immagine o della foto per verificarne l’origine.

Controlla le date

Le date degli avvenimenti contenuti nelle notizie false potrebbero essere errate e la loro cronologia potrebbe non avere senso.

Verifica le testimonianze

Controlla le fonti dell’autore per assicurarti che siano attendibili. La mancanza di prove o il riferimento a esperti di cui non viene fatto il nome potrebbe indicare che la notizia è falsa.

Controlla se altre fonti hanno riportato la stessa notizia

Se gli stessi avvenimenti non vengono riportati da nessun’altra fonte, la notizia potrebbe essere falsa. Se la notizia viene proposta da fonti che ritieni attendibili, è più probabile che sia vera.

La notizia potrebbe essere uno scherzo

A volte può essere difficile distinguere le notizie false da quelle satiriche o scritte per divertire. Controlla se la fonte è nota per le sue parodie e se i dettagli e il tono della notizia ne rivelano lo scopo umoristico.

Alcune notizie sono intenzionalmente false

Usa le tue capacità critiche quando leggi le notizie online e condividile solo se non hai dubbi sulla loro veridicità.

Felici da soli. Soprattutto a casa

Ma chi l’ha detto che per essere felici occorra essere in coppia o in famiglia? Statistiche a parte, che comunque rivelano che siamo sempre più una società di single, a tutti e a tutte potrebbe capitare dai ritrovarsi da soli. Senza un marito o una moglie, senza un compagno, con i figli che hanno intrapreso, giustamente, la loro vita indipendente. O semplicemente lontani dalle nostre abitudini per un trasferimento di lavoro o un’esperienza all’estero. Quindi? Nessuna paura di rimanere in compagnia di se stessi. Le tecniche per allontanare anche l’ultimo briciolo di malinconia funzionano, eccome. Anzi, la felicità è proprio qui, dentro le mura di casa.

Ambienti allegri e accoglienti innanzitutto

Sovente gli spazi troppo ampi amplificano la sensazione di solitudine. Quindi, se si può, conviene scegliere un nido più raccolto, più intimo, che non richieda troppa fatica nei lavori domestici e soprattutto da personalizzare come più ci piace. Largo poi al colore e ai complementi divertenti, capaci di portare il sole dal piano della cucina alla sala da pranzo con accessori di design.

Ai fornelli con passione

Il momento del pranzo o della cena, anche se non lo si condivide con un’altra persona, non deve certo essere all’insegna della tristezza. O peggio, un concentrato di junk food o un misero ripiego raffazzonato al take away sotto casa. Un piccolo lusso tutto personale diventa quello di fare la spesa comprando le cose che ci piacciono di più per poi prepararci i nostri migliori manicaretti. Anche la tavola, se possibile, dovrebbe essere ben apparecchiata: la regola d’oro per la felicità è coccolarsi un po’, godendo del bello e del buono quotidiano.

Fuori casa? Viva il tempo libero

Niente vincoli, niente obblighi, niente scadenze da rispettare. La vita da single ha anche tanti vantaggi. Allora, prendiamoceli a piene mani e approfittiamo di questo tempo da soli per regalarci quello che amiamo fare. Dalla palestra all’aperitivo con le amiche, dal cinema alla lettura dei libri accumulati sul comodino e non ancora aperti: il bello della libertà è proprio la possibilità di concedersi qualche piccolo lusso, in qualunque momento. Senza dover rendere conto a nessuno.

Carpe diem

Che si viva da soli o in coppia, a 20 anni come a 60 anni, bisogna pensare con positività non solo al presente, ma anche al futuro. Inutile, quindi, incupirsi immaginando scenari negativi che molto probabilmente nemmeno si verificheranno. Via libera, invece, a tutte quelle pratiche che fanno stare bene il corpo e la mente: una sana attività fisica, ad esempio, è un toccasana per il buonumore e rilascia nel nostro organismo una scarica di endorfine, gli ormoni della felicità. Meglio del cioccolato.

Pensa a te e per te

Cresciamo – soprattutto le ragazze, ahimè – con il desiderio di compiacere gli altri, di essere sempre all’altezza delle aspettative di chi ci sta intorno. Una fatica immane, spesso foriera di grandi frustrazioni. Un periodo di vita da soli, corto e lungo che sia, ci può liberare da questo loop. E’ il momento di vivere come si vuole, facendo quello che – davvero – ci rende felici, senza catene.

Cialde Lavazza a Modo Mio | Il caffè che desideri

Uno dei modi migliori per iniziare la giornata è quello di concedersi una colazione, dolce o salata in base ai propri gusti, accompagnata da un ottimo caffè. La tazzina mattutina cui noi italiani non rinunceremmo per nulla al mondo, è in grado di trasmettere quella carica e quell’energia positiva di cui abbiamo bisogno per affrontare in maniera positiva la giornata e gli impegni che ci attendono. Se fino a qualche anno fa bisognava infatti accontentarsi tutti dello stesso caffè, ed attendere pazientemente che la moka facesse il suo lavoro, oggi le moderne macchinette per il caffè consentono a tutta la famiglia di poter bere esattamente il caffè e la miscela desiderati. Con un semplice gesto della mano infatti, è possibile inserire l’apposita cialda all’interno del suo alloggio ed ottenere subito dopo un delizioso caffè.

Cialda dopo cialda, tazza dopo tazza, ogni mattina i desideri di ciascuno saranno esauditi: non sarà più dunque necessario doversi accontentare di un unico caffè. Quel che conta è scegliere le cialde giuste ed in grado di accontentare tutti dal punto di vista della qualità e del gusto: le cialde Lavazza a Modo Mio che trovi sul sito di Cialdamia rappresentano un’occasione unica per incontrare l’aroma e la raffinatezza di miscele accuratamente selezionate ed in grado di regalare ad ogni sorso piacevoli sensazioni al palato. L’ampia selezione di cialde a disposizione è in grado di soddisfare i gusti di coloro che amano bere un caffè classico e corposo ma anche quelli di chi amano provare miscele nuove dal gusto raffinato, come ad esempio quelle al ginseng o all’orzo. Perché accontentarsi dunque, quando è possibile bere esattamente il caffè desiderato e maggiormente in grado di regalare quel benessere e quell’energia necessarie per iniziare bene il nuovo giorno? Con le cialde Lavazza a Modo Mio non hai che l’imbarazzo della scelta.

E con le compatibili risparmi: mantenendo le stesse qualità del noto brand, potrai acquistare ad un prezzo nettamente inferiore le cialde caffè per il tuo sistema, facendo una bella scorta che non ti lasci mai senza il tuo adorato “magic moment”! Il sito è www.cialdamia.it e potrà diventare, per me, una fantastica opportunità di acquisto ed un fedele alleato per il tuo shopping.