Dal design al delivery, le tendenze del 2021

All’inizio di ogni anno si tirano le somme per individuare i trend più innovativi nei diversi settori, e se le tendenze vanno sempre nella direzione del miglioramento spesso a fare da traino è la tecnologia. Secondo l’americana Trend Hunter il 2020 è stato uno spartiacque decisivo in molti campi. In questa fase, in cui l’emergenza per la pandemia non è ancora terminata, il design, ad esempio, sta puntando sul Design Distancing, per farci stare vicini in sicurezza, e allo stesso tempo distanti. Un esempio concreto sono le cupole geodetiche trasparenti per isolare i clienti al ristorante, mentre in ambito tecnologico si stanno brevettando dispositivi indossabili per segnalare la distanza di sicurezza al lavoro, al supermercato, o in metropolitana.

Parole d’ordine, distanziare e igienizzare

Alcune aziende hanno studiato poi gadget portabili apriporta, moschettoni per il carrello del supermercato che servono a evitare di entrare in contatto con i batteri delle superfici pubbliche. I creativi nel mondo, Italia compresa, stanno anche lanciando segnaletiche accattivanti e artistiche per ricordare alle persone di distanziarsi fisicamente, una sorta di installazioni molto adatte ai target più giovani, come quella del Central Park di New York. La moda, uno dei settori più colpiti nel 2020, tra le varie innovazioni sta invece studiando abiti con mascherine integrate, come le magliette SafeTee. Non solo, è in grande sviluppo anche la tecnologia dei materiali, come i tessuti dei capispalla anti batterici, vere e proprie giacche antimicrobi auto igienizzanti, o la giacca JUST 5, dotata di Tecnologia Viroblock.

Dalla spesa sospesa allo streaming in sharing

Ancora protagonista nel 2021 sarà il sostegno di prossimità, in piena diffusione in Italia e nel mondo con azioni concrete come la spesa sospesa, il caffè sospeso, il pagamento sospeso di ogni genere, nei negozi e online, con i cosiddetti salvadanai virtuali. Altra tendenza nel 2021 la diffusione degli abbonamenti in sharing. Poiché si tendono a utilizzare sempre più spesso i servizi di streaming, molti considerano questi servizi un bene condiviso piuttosto che una risorsa di un solo proprietario. Di conseguenza, i marchi stanno potenziando questa sharing economy con piattaforme che soddisfano il desiderio del consumatore di condividere in sicurezza l’accesso ai beni digitali. Come Spotify, che ha lanciato la funzione Premium Duo.

Si torna al modello “lattaio”

Ambiente e responsabilità ambientale delle aziende saranno al centro delle iniziative di molte aziende. Un esempio è il packaging micellare del food delivery, realizzato con una fibra compostabile derivata dai funghi o dal caffè. O gli arredi biodegradabili (come nel cafè Cardboard di Mumbai, realizzato completamente in cartone), o i pavimenti eco, come il Coral, realizzato riutilizzando reti da pesca e bottiglie di plastica. Nell’era del delivery anything tanti marchi e catene stanno poi lanciando sistemi di consegna circolari ispirati al tradizionale “modello lattaio”. In pratica, si torna indietro di qualche decennio, e per risparmiare materiali e ridurre gli sprechi alle consegne dei prodotti si restituisce il “vuoto”, riporta Ansa.

Condividi articoloShare on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin