Un giovane italiano su 2 è pessimista per il proprio futuro

Un giovane italiano su due è pessimista per il proprio futuro, e se più di un quarto dei giovani italiani prevede che svolgerà lavori meno retribuiti uno su quattro teme di dovere affrontare un lungo periodo di disoccupazione.

È quanto emerge da un sondaggio condotto da IZI in collaborazione con Comin & Partners, sui giovani e il futuro alla luce delle conseguenze prodotte dalla diffusione del coronavirus nel nostro Paese. Dal sondaggio emerge inoltre che a dichiararsi ottimista è una minoranza dei giovani, il 21%, mentre il 27% ritiene che il proprio futuro rimarrà invariato rispetto al periodo precedente al Covid-19.

Il 51% ha un’occupazione, il 17% studia ancora

Tra gli intervistati poco più della metà (51%) ha un’occupazione, il 17% studia ancora, il 16% è disoccupato o in cerca di un lavoro, e il 10% è in cassa integrazione. Tra coloro che lavorano, due italiani su tre (66%) hanno un contratto a tempo indeterminato, il 17% invece ha un contratto a tempo determinato, mentre il 10% lavora con la partita IVA. Il sondaggio è stato effettuato sui residenti in Italia e il campione ha incluso 1009 persone tra i 18 e i 40 anni, intervistate in modalità Cati-Cawi e stratificate proporzionalmente per classi d’età (18-25 e 26-40). Le interviste sono state realizzate tra il 27 e il 28 di aprile.

Un atteggiamento di sfiducia di fronte alla crisi

Il sondaggio di IZI fa emergere quindi un atteggiamento di sfiducia da parte dei giovani di fronte alla crisi. Più di due quinti degli intervistati, il 41%, infatti, si adeguerà passivamente al nuovo mercato del lavoro, mentre meno di un quarto (23%) si attiverà per cambiare ambito lavorativo rispetto a quello attuale o desiderato. Il 22% cercherà di aggiornarsi attraverso corsi di formazione specialistici, e un’esigua minoranza, il 12%, pensa che il trasferimento all’estero sia la soluzione migliore per cambiare la propria condizione, riporta Agi.

Solo il 18% ritiene indispensabile investire nell’innovazione tecnologica o nella formazione (13%) se si vuole provare a superare la crisi.

La preoccupazione maggiore riguarda la situazione economica nazionale e internazionale

La preoccupazione maggiore riguarda la situazione economica nazionale e internazionale, al primo posto fra i timori che più rendono i giovani apprensivi per il loro futuro (45%). Per questo motivo, forse, quasi la metà dei giovani intervistati (45%) si aspetta che il Governo stanzi maggiori aiuti per le imprese, mentre per il 24% andrebbero aumentati gli ammortizzatori sociali.

A pesare “molto” sull’umore dei giovani italiani sono però anche la salute propria e quella dei propri cari (35%) e il benessere psicologico (30%), messo a dura prova dal periodo che il Paese sta attraversando.

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