Inferriate apribili per una sicurezza totale

Le inferriate per porte e finestre rappresentano ad oggi uno dei sistemi di sicurezza più affidabili in assoluto e veramente difficili da superare. Nulla infatti riesce a tenere alla larga eventuali malintenzionati, e farli desistere, di una barriera così solida che certamente non consente alcun tipo di escamotage per essere superata.

Una protezione in più anche per i piani più alti

Questo è il motivo per il quale sono sempre più le persone che decidono di far installare tale tipo di protezione in casa o presso uffici e locali commerciali, anche se questi si trovano ai piani superiori e non esclusivamente al piano terra.

Sempre più infatti, vengono alla cronaca episodi di effrazione che vengono compiuti ai piani superiori di ogni tipo di edificio: i malintenzionati dunque sono disposti anche ad aumentare il rischio pur di portare a termine il proprio obiettivo, e per questo è bene mettere in campo tutte le possibili soluzioni per far in modo da far desistere chiunque possa soltanto pensare di entrare in casa inducendolo così a cambiare obiettivo e dunque spostare i propri interessi altrove.

Le inferriate apribili in ferro

Esistono per questa eventualità anche le inferriate apribili in ferro laddove sia necessario, come ad esempio per porte o punti di passaggio dai quali è necessario poter entrare e uscire senza difficoltà quando lo si desidera. La notte e in propria assenza le inferriate apribili possono essere chiuse con un semplice gesto della mano e diventano alla stessa maniera una barriera fisica impossibile da superare.

Sicuramente le inferriate di sicurezza, sia quelle fisse che quelle apribili, rappresentano il massimo della tranquillità in quanto sono assolutamente infallibili e sempre pronte ad impedire fisicamente a chiunque di poter varcare una certa apertura, che sia essa una finestra, una porta, o altro tipo di accesso.

Come scegliere la potenza di un condizionatore da acquistare

Quando abbiamo necessità di acquistare un nuovo condizionatore, la domanda che solitamente ci poniamo è quale sia la potenza necessaria a rinfrescare efficacemente l’ambiente nel quale pensiamo di inserirlo. Al tempo stesso è bene evitare di fare un acquisto sovradimensionato che comporterebbe solamente un esborso maggiore e nessun vantaggio.

Il BTU

La potenza dei condizionatori d’aria è solitamente espressa in BTU, una unità di misura che indica la quantità di energia necessaria per far aumentare la temperatura dell’acqua. Chiaramente influiscono anche alcuni fattori propri del luogo come l’efficienza termica dell’appartamento e l’esposizione dello stesso.

Ad ogni modo bisogna tenere conto dei BTU di ciascun modello che si va a visionare e soprattutto misurare quanti metri quadri sia grande l’ambiente in cui lo si andrà a posizionare. Solitamente, per fare un calcolo approssimativo e facile per tutti, è sufficiente moltiplicare la quadratura dell’ambiente per 300 o 350. In questo caso, un ambiente da 30 metri quadrati avrebbe ad esempio bisogno di un condizionatore di circa 9000 o 10000 BTU.

Si tratta di un calcolo approssimativo ma che consente già di andare a scegliere un nuovo condizionatore con un margine d’errore veramente basso, evitando così di fare un acquisto sottodimensionato o sovradimensionato. Molto importante è inoltre verificare la classe energetica, perché da questa dipende l’efficienza del condizionatore ed i suoi consumi, che hanno una influenza diretta sui costi in bolletta.

Le funzioni avanzate dei condizionatori Mitsubishi

Alcuni modelli hanno inoltre delle funzioni particolarmente interessanti ed in grado di aumentare il comfort percepito in casa. I condizionatori Mitsubishi ad esempio, offrono la purificazione dell’aria grazie alla tecnologia Plasma Quad Plus. Questa è in grado di trattenere le particelle e immettere così nell’ambiente un’aria molto più leggera e pulita.

Seguendo queste semplici indicazioni sarà possibile acquistare un condizionatore d’aria che sia perfetto per l’ambiente in cui lo si desidera posizionare, e perfettamente in grado di svolgere il suo compito.

Il timbra cartellini Centro A.B.S.

Il timbracartellini modello Centro A.B.S. è ad oggi uno degli orologi di controllo più adoperati sul mercato, sia perché è completamente automatico, sia in virtù della sua solidità e robustezza. Questo modello funziona con timbratura bicolore su un cartellino a sei colonne, passa automaticamente da ora solare a ora legale in maniera perenne ed è ideale per consentire una timbratura facile e rapida in ogni tipo di luogo di lavoro.

Gestione automatica del calendario e batteria a litio

Il dispositivo ha inoltre una programmazione che è protetta da un’apposita chiave che consente di aprire la cassa, trascina ed espelle automaticamente il cartellino durante la timbratura, mentre la batteria è al litio e memorizza i dati di programmazione di 5 anni. È possibile fissarlo sia al tavolo che ad una parete, mediante gli appositi supporti,  e dispone di un calendario a gestione automatica che tiene conto dell’anno bisestile.

Davvero uno strumento efficace dunque per la rilevazione delle presente all’interno della sede di lavoro, in grado di consentire a tutti i dipendenti di registrare ingresso e uscita rapidamente e senza che si creino code o perdite di tempo. Tutti gli orari vengono registrati e, tramite un apposito software, possono essere inviati direttamente all’ufficio buste paga che terrà conto di eventuali ritardi in ingresso o uscite anticipate.

Più sicurezza in caso di emergenza

Da non sottovalutare inoltre, è il suo ruolo fondamentale in caso di emergenza e dunque nel caso in cui si verifichi la necessità di sgombrare rapidamente i locali ad esempio in presenza di un incendio. È una eventualità in cui diventa fondamentale sapere esattamente quanti dipendenti si trovano all’interno della sede lavorativa, e possibilmente in quale area dell’edificio.

Ciò consente di rendere il lavoro dei soccorritori decisamente più semplice e dunque rappresenta un importante fattore in grado di aumentare il livello di sicurezza all’interno di edifici di ogni tipo

Appartamenti Privilege Apartments | Eco-friendly concept e domotica

Le camere comode e moderne che Privilege Apartments mette a disposizione dei suoi ospiti presentano soluzioni avanzate di comfort e design, che le rendono perfette per un soggiorno piacevole e rilassante, proprio quel che ci si aspetta da una struttura ricettiva quando ci si sposta per vacanza o lavoro. Ogni angolo ed ogni elemento d’arredo sono studiati per rendere piacevole e confortevole la permanenza di tutti, proprio come in casa. Il comodo angolo cottura con utensili da cucina ad esempio, consente a tutti di poter preparare autonomamente i pasti all’occorrenza. Questa è una soluzione molto importante soprattutto per famiglie e gruppi di persone che desiderano cucinare ed evitare di pranzare o cenare fuori, ma è anche un’ottima possibilità per quanti si spostano per lavoro e tra un impegno e l’altro desiderano avere la possibilità di pranzare in camera.

Soprattutto chi si sposta per motivi di lavoro ricorre con piacere agli appartamenti a Monza di lusso Privilege Apartments, in quanto questi mettono loro a disposizione una postazione da lavoro che consente a tutti di potersi dedicare tranquillamente al proprio business in maniera agevole. La posizione strategica della struttura inoltre (siamo vicini all’ingresso dell’autostrada) fa si che gli alloggi Privilege Apartments siano perfetti per quanti desiderano spostarsi all’interno della Brianza o raggiungere destinazioni quali Milano e Bergamo. Gli appartamenti sono stati inoltre progettati per avere il minimo impatto possibile sull’ambiente e sono dunque eco-friendly. Presentano inoltre tutta la comodità ed il benessere che la domotica è in grado di regalare, e per la quale è possibile controllare in maniera smart tutti i dispositivi presenti. Coloro i quali desiderano ottenere un relax ancora più profondo ed intenso, potranno approfittare del parco di oltre 10 mila metri quadrati che si trova proprio di fronte la struttura, ed approfittarne per una passeggiata nel verde per un abbraccio con la natura davvero piacevole.

Design e comfort: hai già provato le calzature Bruno Bordese?

Qualità dei materiali, tecniche di lavorazione all’avanguardia, design e comfort assoluto: ecco il mix vincente che ha reso le calzature Bruno Bordese oggetto del desiderio per tantissime persone che desiderano vestire sempre con eleganza e affidare al tempo stesso i propri piedi a delle scarpe che possano avvolgerli e accoglierli in un ambiente confortevole, che abbia proprio il loro benessere come obiettivo primario. Dalle calzature per uomo a quelle per donna, Bruno Bordese presenta ottime soluzioni sia per il tempo libero che per il lavoro, così come per gli appuntamenti più importanti o gli impegni di ogni giorno, senza mai rinunciare alla ricercatezza e allo stile. Proprio lo stile è uno dei capisaldi di tutte le collezioni di questo prestigioso marchio, grazie alle sue linee accattivanti e moderne che rendono ogni calzatura l’accessorio ideale per completare qualsiasi tipo di outfit in maniera appropriata.

Rimanere al passo con i tempi è infatti un must per Roberto Bordese, ed egli stesso non ha fatto mistero di attingere tantissimo alla street-art e al modo di vivere delle nuove generazioni per trarre l’ispirazione necessaria alla creazione di nuove linee e nuovi prodotti. Alla stessa maniera, anche i viaggi hanno un ruolo determinante nell’influenzare l’estro di questo talentuoso stilista, che è in grado di cogliere l’ispirazione giusta anche in tutte quelle piccole cose che è possibile trovare nei botteghini dell’antiquariato. Tale creatività e ricercatezza dei particolari è tangibilmente visibile osservando da vicino una qualsiasi calzatura Bruno Bordese, mentre è sufficiente calzarla per qualche minuto per rendersi anche conto che l’estetica e la bellezza non hanno in alcun modo compromesso la comodità di tali calzature, che al contrario sono in grado di accogliere il piede e garantirgli tutta la comodità di cui ha bisogno anche se le si indossano per più ore al giorno.

Timbracartellini per la rilevazione presenze

Imprese o aziende di piccole dimensioni e con un numero limitato di dipendenti che hanno la necessità di poter effettuare il controllo delle presenze del personale, tendono solitamente a scartare ipotesi quali tornelli e sistemi apriporta che sono perlopiù utilizzati all’interno di realtà decisamente più grandi. L’esigenza di poter effettuare la rilevazione presenze permane ad ogni modo, ed è proprio per questo motivo che il timbracartellino appare ancora oggi come la soluzione più consona a risolvere questo tipo di necessità per attività con un budget e numero di dipendenti  limitato. Cotini srl, azienda della provincia di Milano all’avanguardia nel settore della rilevazione presenze, mette a disposizione dei clienti una vasta scelta in fatto di timbracartellini adatti a realtà lavorative di ogni tipo, anche le più piccole. Questi consentono ai dipendenti anche di poter consultare le timbrature già effettuate, semplicemente premendo un tasto presente sull’apposito tastierino numerico di cui ogni timbracartellino è dotato.

Cotini srl risolve dunque in maniera brillante le necessità di aziende ed imprese, grandi o piccole che siano, consentendo loro di poter effettuare in maniera efficace la rilevazione delle presenze dei dipendenti e registrare tali dati, che possono essere inviati in maniera molto semplice all’ufficio che si occupa delle paghe o ad altre risorse interne all’azienda. Tale processo è inoltre una buona forma di risparmio perché consente di effettuare in maniera del tutto automatizzata la rilevazione e la trasmissione dei dati, senza dunque dover impiegare alcuna risorsa umana da adibire a tale scopo, né sprecare della carta inutilmente. Proprio a questo proposito oggi sono numerose le realtà di ogni settore che hanno deciso di adottare uno dei sistemi di rilevazione presenze proposti da Cotini srl, così da rendere più snello questo processo e migliorare di conseguenza l’efficacia dell’intera gestione del personale, nonché la loro sicurezza.

Cialde Lavazza a Modo Mio | Il caffè che desideri

Uno dei modi migliori per iniziare la giornata è quello di concedersi una colazione, dolce o salata in base ai propri gusti, accompagnata da un ottimo caffè. La tazzina mattutina cui noi italiani non rinunceremmo per nulla al mondo, è in grado di trasmettere quella carica e quell’energia positiva di cui abbiamo bisogno per affrontare in maniera positiva la giornata e gli impegni che ci attendono. Se fino a qualche anno fa bisognava infatti accontentarsi tutti dello stesso caffè, ed attendere pazientemente che la moka facesse il suo lavoro, oggi le moderne macchinette per il caffè consentono a tutta la famiglia di poter bere esattamente il caffè e la miscela desiderati. Con un semplice gesto della mano infatti, è possibile inserire l’apposita cialda all’interno del suo alloggio ed ottenere subito dopo un delizioso caffè.

Cialda dopo cialda, tazza dopo tazza, ogni mattina i desideri di ciascuno saranno esauditi: non sarà più dunque necessario doversi accontentare di un unico caffè. Quel che conta è scegliere le cialde giuste ed in grado di accontentare tutti dal punto di vista della qualità e del gusto: le cialde Lavazza a Modo Mio che trovi sul sito di Cialdamia rappresentano un’occasione unica per incontrare l’aroma e la raffinatezza di miscele accuratamente selezionate ed in grado di regalare ad ogni sorso piacevoli sensazioni al palato. L’ampia selezione di cialde a disposizione è in grado di soddisfare i gusti di coloro che amano bere un caffè classico e corposo ma anche quelli di chi amano provare miscele nuove dal gusto raffinato, come ad esempio quelle al ginseng o all’orzo. Perché accontentarsi dunque, quando è possibile bere esattamente il caffè desiderato e maggiormente in grado di regalare quel benessere e quell’energia necessarie per iniziare bene il nuovo giorno? Con le cialde Lavazza a Modo Mio non hai che l’imbarazzo della scelta.

E con le compatibili risparmi: mantenendo le stesse qualità del noto brand, potrai acquistare ad un prezzo nettamente inferiore le cialde caffè per il tuo sistema, facendo una bella scorta che non ti lasci mai senza il tuo adorato “magic moment”! Il sito è www.cialdamia.it e potrà diventare, per me, una fantastica opportunità di acquisto ed un fedele alleato per il tuo shopping.

 

Addio macchina fotografica in vacanza, ora c’è lo smartphone

Lo smartphone, sempre più diffuso, accessoriato e facili da utilizzare, è dotato di comparti fotografici all’avanguardia e ha letteralmente spiazzato le macchine fotografiche tradizionali, almeno, per tutti gli utenti. aumentati anche loro, che si dilettano nell’arte della fotografia, soprattutto durante le vacanze.  A confermarlo è l’ultimo sondaggio condotto dal brand di telefonia Wiko all’interno della sua Instagram Community. In questo sondaggio a chiusura dell’estate Wiko ha voluto indagare gli ultimi trend di utilizzo dello smartphone. E se secondo il 79% degli intervistati da quando c’è lo smartphone si fotografa molto di più sono proprio le vacanze uno di quei momenti in cui cimentarsi nella creazione di souvenir digitali da condividere con amici, partner e parenti. Tanto che il 54% ammette di aver scattato ben oltre 50 foto.

Solo una nicchia di veri appassionati opta per gli apparecchi tradizionali 

Insomma, nella scelta del device da portare in viaggio, tra macchina fotografica e smartphone, non ci sono dubbi: vince il cellulare (91%). Solo il 9%, una nicchia di veri appassionati, opta per gli apparecchi tradizionali. Contrariamente a quanto ci si possa aspettare, però, per l’83% dei partecipanti alla survey, meno del 20% delle fotografie che vengono realizzate è destinata alla pubblicazione sui social. Solo il 17% dichiara che l’80% degli scatti che produce vedrà la luce sui feed o nelle story dei propri profili social.

Panorami e Golden Hour sono i soggetti preferiti

Tra ritratti, selfie, foto di panorami e Golden Hour, i soggetti preferiti sono proprio questi ultimi due (86%). Un semplice trend del momento o la fine di un’era focalizzata sull’individualità? Di certo quest’estate la luna ha offerto colori straordinari, invogliando sempre più utenti a catturarla. Ma si sa, i risultati, con lo smartphone, sono spesso scarsi (55%) e molti degli intervistati preferiscono addirittura rinunciare (45%). Provare invece a immortalare panorami mozzafiato in notturna? Qui il campione si divide equamente a metà. Da un lato c’è chi lo ritiene impossibile, e dall’altro chi, grazie alla Night Mode, come quella presente sull’ultimo Power U10, riesce a portare a casa buoni risultati.

L’album dei ricordi di viaggio è sempre più digitale

Che gli album dei ricordi dei viaggi siano sempre più digitali è ormai noto. Eppure, un buon 32% degli utenti coinvolti preferisce stampare le best pics di ogni vacanza per conservarle e metterle al riparo dai mancati backup. La maggioranza (68%), comunque, sceglie di creare album dedicati sul proprio smartphone. Ed è proprio qui che il 62% degli intervistati conserva i propri ricordi, una scelta favorita rispetto ai servizi cloud. Le memorie dei nostri device ormai custodiscono preziosamente sempre più pezzi delle nostre vite. Allora perché non munirsi di uno smartphone in grado di offrire tanto spazio di archiviazione, come il nuovissimo Power U30 da 128GB? 

Millennial e GenZ: climate change, lavoro e salute i temi per cui combattere

Quali sono i temi che più stanno a cuore alle giovani generazioni di tutto il mondo e degli italiani in particolare?  A questa domanda ha cercato di rispondere,ancora una volta, la decima edizione della Deloitte Global 2021 Millennial and Gen Z Survey, il sondaggio sul “sentiment” di Millennial (nati tra il 1983 e il 1994) e GenZ (nati tra il 1995 e il 2003) in Italia e nel mondo. In questa edizione è stato condotto un sondaggio su oltre 23.000 intervistati in tutto il pianeta (800 in Italia) per rilevare la loro opinione su temi chiave come il lavoro, la società e la loro visione del mondo in generale. Dopo un anno di intensa incertezza a causa della pandemia di Covid-19, ma anche instabilità politica, problemi razziali e gravi eventi climatici, le giovani generazioni sono concentrate sui problemi di tutta la società. E oggi chiedono a leader, politici e aziende di assumersi maggiori responsabilità per guidare i cambiamenti che porteranno a un mondo più equo e sostenibile. Gli intervistati, ogni anno di più, stanno incanalando le loro energie verso azioni significative, aumentando il loro coinvolgimento politico ed effettuando scelte di acquisto e professionali di cui condividono i valori. Soprattutto, queste generazioni si aspettano che istituzioni come imprese e governi facciano di più.

Ambiente, disoccupazione e salute i temi “caldi”

“Ambiente, disoccupazione e salute sono i tre grandi temi che preoccupano i Millennial e la GenZ in Italia. A un anno dall’inizio della pandemia i Millennial italiani sono preoccupati per le prospettive lavorative e finanziarie, mentre cresce l’attivismo della GenZ, che porta con sé una maggiore attenzione per il tema ambientale, ma anche una nuova sensibilità sulle discriminazioni legate al genere, all’etnia e all’orientamento sessuale” precisa il rapporto. 

Sostenibilità ambientale prioritaria per i giovani italiani

La ricerca mette in luce inoltre come i ragazzi italiani, sia GenZ sia Millennial, siano più sensibili della media globale sul tema ambientale ma, allo stesso tempo, siano più scettici sulla probabilità che le persone, dopo la pandemia, si impegneranno ad agire sulle questioni ambientali. A crederci, infatti, è solo il 23% dei Millennial italiani contro il 37% dei Millennial nel mondo e il 31% della GenZ italiana contro il 40% della GenZ nel mondo. Inoltre, il 49% dei Millennial e il 48% della GenZ del nostro Paese pensa che abbiamo già raggiunto il punto di non ritorno ed è troppo tardi per contrastare il cambiamento in corso.

Vacanze, l’Italia divisa a metà fra chi parte e chi no

Saranno poco più della metà della popolazione (precisamente il 54%) gli italiani che faranno o stanno già facendo una vacanza nel 2021, contro un 46% che invece resterà a casa, sia per le preoccupazioni legate al virus sia soprattutto per questioni economiche. A fotografare lo stato di salute del turismo tricolore è un sondaggio realizzato da Demoskopika per la trasmissione Anni 20 Estate in onda su Rai2. Insomma, il meritato periodo di ferie fuori casa è un “miraggio” per quasi 10 milioni di nostri connazionali, circa il 9% in più del numero rilevato rispetto allo scorso mese di maggio.

Perché non si parte

Il 46% degli italiani non partirà per un periodo di vacanza. Ma quali sono le ragioni? Tra i motivi principali emersi dal sondaggio, oltre alla modalità di risposta di chi “ha già rinunciato, al di là del coronavirus” (24%), uno dei principali motivi della mancata partenza è la paura del disagio economico alimentato dall’emergenza pandemica. E così, circa 10 milioni di italiani, pari al 17% del campione, non andranno in vacanza perché non hanno la possibilità economica per farlo mentre appena il 5% ha rinunciato perché, pur volendo, ha ancora timore a viaggiare a causa del Covid-19 e delle sue varianti. Una “preoccupazione economica” degli italiani, ancora più evidente se confrontato con l’orientamento emerso lo scorso mese di maggio. In particolare, il condizionamento del Covid-19 ad andare in vacanza si è ridotto di ben 19 punti percentuali, passando dal 24% della prima rilevazione (maggio 2021) al 5% della seconda rilevazione (luglio 2021). Un cambiamento nei comportamenti di consumo turistico evidenziato anche dall’impennata della percezione di un peggioramento delle condizioni economiche: lo scorso mese di maggio a dichiarare l’impossibilità di programmare una villeggiatura per difficoltà economiche era stato l’8% del campione a fronte del 17% del dato odierno. Le fasce della popolazione che non partiranno sono rappresentate soprattutto da chi ha un basso titolo di studio, operai, persone in là con gli anni. Per quanto riguarda la questione territoriale, i “rinunciatari” abitano prevalentemente nelle regioni del Centro e del Nord ovest.

L’identikit di chi può partire

Dall’altra parte di questa analisi, c’è invece quel 54% di italiani che invece potrà andare in vacanza. Si tratta in prevalenza di persone giovani (il 62%),  residenti nelle Regioni del Mezzogiorno,con un titolo di studio medio-alto e che si trovano in una condizione di lavoro dipendente (dirigenti, quadri, impiegati, etc.) piuttosto che autonomo. In merito alle mete, la preferita resta il mare, scelta dal 58% del campione, seguita poi da “montagna” (15%), dalla vacanza nelle “città d’arte e dei borghi” (10%) e in “campagna e agriturismo” (8%).

Le Pmi italiane preferiscono Facebook e Instagram

Il Covid-19 ha spinto le piccole imprese italiane a implementare nuove strategie e strumenti di marketing per soddisfare le esigenze dei propri clienti. Secondo l’Osservatorio Piccole Imprese di GoDaddy il 62% delle piccole imprese italiane possiede un sito web, di queste il 71% svolge attività di marketing e promozione attraverso il proprio sito o i propri canali social media. Tra questi ultimi il più utilizzato è Facebook (86%), seguito da Instagram (58%). Lo studio, condotto dalla società di ricerca Kantar, ha preso in esame circa 5.100 Pmi con un numero di dipendenti compreso tra 1 e 49, equamente distribuite in Italia, Germania, Francia e Spagna, con un focus particolare sulle strategie di marketing adottate dalle piccole imprese in quest’ultimo anno.

Il 36% utilizza anche LinkedIn e il 18% Twitter

Dallo studio emerge che Instagram è più utilizzato dalle Pmi italiane (48%) rispetto alle aziende francesi (43%) e tedesche (50%). Il 36% delle piccole imprese utilizza anche LinkedIn per attività di promozione e visibilità, mentre solo il 18% usa Twitter per attività marketing, contro il record della Spagna con il 31%. L’Osservatorio evidenzia inoltre l’evoluzione del ruolo strategico di WhatsApp durante e dopo la pandemia: il 54% delle piccole imprese italiane e spagnole lo ha infatti utilizzato come canale preferenziale per rimanere in contatto con i propri clienti, contro il 36% delle imprese tedesche e il 14% di quelle francesi. 

WhatsApp è usato soprattutto dalle imprese di piccole dimensioni

A beneficiare di WhatsApp sono state soprattutto le imprese di piccole dimensioni (da 1 a 9 dipendenti), principalmente piccoli ristoranti, negozi al dettaglio, artigiani e aziende ortofrutticole a conduzione familiare. In ogni caso, le Pmi prediligono canali di promozioni digitale per le proprie attività di marketing (48%) rispetto a quelle offline (40%), con un 27% che predilige una forma ibrida. Tra le attività di promozione digitale si tratta principalmente di pubblicità sui canali social (33%), promozione di video online (12%) o banner pubblicitari (12%). Ancora esigua però la percentuale che sperimenta nuove attività di marketing digitale, come influencer marketing (7%) e podcast (2%).

Il 24% utilizza strumenti di automazione per promuovere i propri prodotti

Il 24% delle piccole imprese italiane, riporta Askanews, utilizza strumenti di automazione per promuovere i propri prodotti, rispetto al 16% di Francia e Germania. Di queste il 53% utilizza strumenti di email marketing per rimanere in contatto con i propri clienti e inviare loro offerte e promozioni. Tra gli strumenti promozionali offline i più utilizzati sono i volantini (18%) seguiti da eventi (15%) e pubblicità su stampa (14%). Solo il 5% ha dichiarato di fare pubblicità in TV. Il 95% delle piccole imprese italiane che ha un sito web lo considera uno strumento importante per incrementare la propria visibilità nei confronti del mercato, mentre tra coloro che ancora non possiedono un sito web, il 15% dichiara di non averlo per via dei costi di gestione.

Advertising online: in Italia supera la raccolta TV

A fine 2020 il mercato pubblicitario italiano è sceso a quota 7,9 miliardi di euro, per un calo di circa 700 milioni iche ha riguardato soprattutto le componenti tradizionali del settore, Tv, Radio, Stampa e Out Of Home. L’Internet advertising in Italia supera però la raccolta pubblicitaria televisiva e continua a crescere: nel 2021 raggiungerà quota 3,9 miliardi di euro (+14%). La pubblicità su Internet chiude in leggera crescita anche nel 2020 (+4%) e arriva a rappresentare il 43% del valore della componente pubblicitaria, superando per la prima volta la leadership della Tv (41%). Il mercato italiano rimane però concentrato nelle mani di pochi grandi player internazionali, e la quota degli Over The Top sale al 78%. Si tratta di alcune evidenze dell’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano.

Internet: una componente marginale, ma cresce del +55%

In Italia, il mercato complessivo delle vendite di contenuti Media nel 2020 è valso 6,6 miliardi di euro, in contrazione del 4% rispetto al 2019. La componente derivante da Internet è ancora marginale (9%, 623 milioni), anche se ha registrato una crescita del 55% rispetto all’anno precedente. Nell’anno segnato dalla pandemia si è infatti registrato un incremento generale nella fruizione di contenuti online da parte dei consumatori. La raccolta pubblicitaria sui motori di ricerca (Search Advertising) è invece cresciuta del +4%, raggiungendo quota 955 milioni di euro nel 2020, e quest’anno registrerà un incremento del 12%. Una crescita a doppia cifra mai registrata negli ultimi anni e dovuta in particolare ai budget stanziati dai “nuovi investitori” sui canali digitali.

I Video online trainano il mercato degli Internet Media a pagamento

Il 72% del mercato degli Internet Media a pagamento fa riferimento alla vendita di contenuti Video online, seguono i ricavi per gli abbonamenti a servizi musicali (19%) e i ricavi legati alle news (9%). Anche nel 2020 sono stati i Video online (+67%) a trainare la crescita della componente premium, con un valore delle vendite pari a 447 milioni di euro. Per quanto riguarda il mercato della musica in streaming, nel 2020 il valore è stato di 118 milioni (+32%). L’aumento degli abbonamenti è stato trainato anche dall’ampliamento dell’offerta di contenuti podcast, che sempre più catturano l’interesse degli utenti. Si registra poi una crescita interessante anche per quanto riguarda il settore delle news a pagamento (+29%), con un valore delle vendite nel 2020 pari a 58 milioni di euro.

Classified, eCommerce Advertising e Audio Advertising

Classified e eCommerce Advertising hanno chiuso il 2020 sopra i 230 milioni di euro (-5% rispetto al 2019), ma per il 2021 è previsto un forte rimbalzo con un trend che potrebbe superare anche il +20%. La crescita dell’Audio Advertising, invece, a fronte di un mercato ancora ridotto (14 milioni di euro a fine 2020, +19%), nel 2021 potrebbe registrare un trend ancora più positivo, con una crescita di circa il +30%.

Lo smart working fa risparmiare fino a 8,7 megatonnellate di Co2

Attraverso il ricorso allo smart working l’Italia in futuro potrebbe risparmiare fino a 8,7 megatonnellate di Co2, l’equivalente all’anno di 60 milioni di voli da Londra a Berlino. Insomma, lo smart working fa bene all’ambiente, e se venisse adottato dalle aziende anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria l’Italia potrebbe abbassare il livello di emissioni.
Si tratta di alcune evidenze emerse da un nuovo studio condotto da Carbon Trust, l’associazione non a scopo di lucro istituita nel 2001 per aiutare le Organizzazioni a ridurre il loro impatto ambientale. Lo studio Homeworking è stato commissionato dal Vodafone Institute for Society and Communication, il think-tank europeo del Gruppo Vodafone.

Il pendolarismo e le emissioni degli uffici
Lo studio Homeworking è stato condotto in cinque Paesi europei, Repubblica Ceca, Germania, Italia, Spagna, Svezia e nel Regno Unito, e ha calcolato la quantità di emissioni di carbonio risparmiate grazie al lavoro da remoto nel periodo precedente la pandemia, durante la stessa, e attraverso proiezioni anche nel periodo seguente. Lo studio ha posto particolare attenzione al fenomeno del pendolarismo e alle emissioni degli uffici e dei luoghi di lavoro.

Per ogni lavoratore agile il risparmio sarebbe di 1.055 kg di Co2 all’anno
In pratica, lo studio ha calcolato che ogni anno per ogni persona che lavora in modalità agile in Italia il risparmio sarebbe equivalente a oltre una tonnellata (1.055 kg) di Co2, una quantità pari a più di sette voli passeggeri da Berlino a Londra.
Lo studio ha calcolato anche che in futuro sarebbero circa 8,23 milioni i posti di lavoro in Italia, che potrebbero essere svolti da remoto, pari al 36% dei posti di lavoro. In futuro, secondo lo studio, le persone in media lavoreranno da casa circa due giorni alla settimana (1,9).

Durante il lockdown meno 1,861 chilogrammi di Co2 “a testa”
Durante il lockdown, e nella fase acuta dell’emergenza sanitaria, secondo i dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, il numero di lavoratori da remoto in Italia è salito fino a 6,58 milioni. Ognuno di essi, riporta Ansa, ha lavorato da remoto in media 2,7 giorni a settimana. Ciò si è tradotto in un risparmio di emissioni di carbonio di 1,861 chilogrammi di Co2 per ogni lavoratore, in aumento del 112% rispetto al periodo pre-Covid. Anche la sede di Milano di Vodafone Italia ha registrato una riduzione delle emissioni di Co2 nel corso della pandemia, tanto che in un anno sono state risparmiate infatti più di mille tonnellate di Co2.

Facebook e Instagram rimuovono 18 milioni di contenuti sul Covid

“Il Covid-19 continua a essere un importante problema di salute pubblica, per questo ci impegniamo a dare accesso alle persone a informazioni autorevoli, comprese quelle sui vaccini”, afferma Guy Rosen, vicepresidente Integrity di Facebook. Per questo motivo, dall’inizio della pandemia fino ad aprile 2021 Facebook e Instagram hanno rimosso a livello globale più di 18 milioni di contenuti. In particolare, quelli in violazione delle policy sulla disinformazione e sui danni legati al Covid-19.

Diminuiscono i contenuti che incitano all’odio e le immagini violente

Per quanto riguarda più in generale l’applicazione degli standard della comunità, oltre ai contenuti dannosi sul Covid-19, nel suo report trimestrale Facebook spiega come sulla piattaforma siano diminuiti i contenuti che incitano all’odio. Questo, grazie anche all’uso dell’Intelligenza Artificiale, che aiuta a trovare questi contenuti prima ancora che vengano segnalati dagli utenti. Nel primo trimestre 2021 il dato è pari allo 0,05-0,06%, in pratica 5-6 visualizzazioni ogni 10.000 contenuti. La diffusione di contenuti di immagini violente nel primo trimestre 2021 è invece dello 0,01-0,02% su Instagram e dello 0,03-0,04% su Facebook, in calo rispetto allo 0,05% del trimestre precedente, ovvero l’ultimo del 2020.

Milioni di contenuti di bullismo e molestie in meno

Secondo il rapporto, poi, nel primo trimestre 2021 Facebook è intervenuta su 8,8 milioni di contenuti di bullismo e molestie, in aumento rispetto ai 6,3 milioni del quarto trimestre 2020. Anche in questo caso ciò è stato possibile grazie ai miglioramenti della tecnologia di rilevamento proattivo. Instagram è invece intervenuta su un numero pari a 5,5 milioni di contenuti di bullismo e molestie, che nel quarto trimestre 2020 erano 5 milioni. Facebook ha anche agito su 9,8 milioni di contenuti di odio organizzato, in aumento rispetto ai 6,4 milioni nel trimestre precedente, e su 25,2 milioni di contenuti di incitamento all’odio (erano 26,9 milioni nel trimestre precedente). Instagram invece è intervenuta su 324.500 contenuti di odio organizzato (erano 308.000 nel quarto trimestre 2020) e su 6,3 milioni di contenuti di incitamento all’odio, un po’ meno rispetto ai 6,6 milioni del trimestre precedente.

Gli utenti gradiscono cornici e adesivi per chi si è vaccinato

Secondo Facebook più di 5 milioni di persone in tutto il mondo hanno usato cornici e adesivi del profilo che caratterizzano chi si è vaccinato. Si tratta, riporta Ansa, di stikers sviluppati in Usa in collaborazione con il Department of Health and Human Services and the Centers for Disease Control and Prevention. Su Instagram questi adesivi sono stati utilizzati più di 7 milioni di volte.

Meteo, per metà degli italiani è una vera “ossessione”

Gli italiani sono appassionati di meteorologia: per moltissimi nostri connazionali, infatti, controllare le previsioni è un vero e proprio tic, bel al di là della normale attività quotidiana. Tanto che 2 persone su 3 hanno una sorta di “ossessione” per il tempo. Ma ben il 20% della popolazione verifica lo stato del cielo in più momenti della giornata, mentre per il 96% degli italiani è la norma dare un’occhiata al tempo almeno una volta la settimana. Queste percentuali sono il frutto dell’indagine ”Gli italiani e la meteorologia”, realizzata recentemente da Bva-Doxa su un campione di 1.000 persone tra 18 e 64 anni su tutto il territorio italiano.  Per informarsi in merito alle previsioni, afferma la ricerca, le persone utilizzano in prevalenza le app dedicate, seguite dai siti Internet, dai programmi tv e dalla radio. Entrando nello specifico, il 56% preferisce sapere che tempo farà utilizzando l’app sul proprio smartphone, il 34% usa i siti Internet dedicati (34%), l’8% la Tv e il 2% ascolta le previsioni alla radio. Tra le app e i siti il più utilizzato è iLMeteo.it, che totalizza quasi 5 milioni di utenti medi per giorno e quasi 10 milioni di utenti sulla sua app. 

Prima delle vacanze si controlla il tempo

I nostri connazionali si confermano attentissimi allo stato del meteo soprattutto in vista di weekend, ponti o vacanze: in prossimità della partenza, infatti, lo situazione del tempo viene messa al vaglio. Il 42% del campione controlla sempre le previsioni in queste circostanze e solo il 3% non si preoccupa. E, in tempi di smartworking, il 25% guarda il meteo per scegliere quale giorno lavorare da casa, dato che al Sud e nelle Isole, riporta la ricerca, “è doppio (29%) rispetto al Nordovest con il 14%, forse per il tempo meno soleggiato e l’assenza di mare”.

Argomento di conversazione, ma non solo

Argomento classico per chiacchierare con persone poco conosciute o per rompere il ghiaccio a un primo incontro, il meteo è però una vera ossessione per una parte della popolazione. L’interesse per sole, pioggia o vento può degenerare nei cosiddetti ‘Malati di meteo’. Si tratta di quelle persone che non si muovono mai senza controllare le previsioni. La metà degli italiani ha un amico o conoscente che si può definire in quel modo. C’è poi l’ampio modo della meteoropatia, cioè degli effetti che il tempo ha sull’umore: una condizione che riguarda circa il 60% degli italiani e che genera disturbi come stress, ansia, mal di testa, apatia e sbalzi d’umore. Colpiti sono soprattutto i giovani under 34 e le donne.

Il mercato digitale tiene, e nel 2021 crescerà del 3,5%

Se nel 2020 il mercato digitale italiano ha registrato un lieve calo (-0,6%), la dinamica è stata meno drammatica rispetto ad altri settori, e nettamente migliore delle aspettative formulate lo scorso novembre, quando era stato previsto un calo più marcato (-2%). Il 2021 lascia intravedere un recupero del mercato, con una crescita prevista del 3,5%, e dinamiche in miglioramento in tutti i comparti e le Digital Enabler.

“Il mercato digitale ha chiuso il 2020 meglio del previsto, quasi flat, in un contesto di calo generalizzato dell’intera economia causato dall’emergenza sanitaria – commenta Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform -. L’ultimo trimestre del 2020 ha inoltre lasciato intravedere l’inizio di un recupero progressivo che ci attendiamo nel 2021”.

Risultati migliori delle attese per (quasi) tutti i comparti

L’Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’ICT, ha rilasciato i risultati dell’analisi sull’andamento del digitale in Italia condotta in collaborazione con NetConsulting cube. Dallo studio emerge come per tutti i comparti i dati a fine anno si sono rivelati migliori delle attese, a esclusione dei servizi di rete. La progressione è stata netta, anche se inferiore a quella del 2019, per Servizi ICT (+3,3%), Dispositivi e Sistemi (+1,3%), Contenuti Digitali e Digital Advertising (+4,4%). In calo, oltre ai servizi di rete (-6,9%), anche Software e Soluzioni ICT (-2,3%).

Le Digital Enabler confermano il loro ruolo trainante

Le componenti più innovative hanno confermato il loro ruolo trainante anche nel 2020, soprattutto AI, Cloud, Blockchain, Cyber security e Piattaforme per la gestione Web, ovvero le componenti utilizzate in modo più diffuso per la gestione dell’emergenza. Nell’insieme sono cresciute con tassi a due cifre, e hanno visto progredire la loro quota dell’intero mercato digitale dal 19,5% del 2019 al 21% del 2020. Nel 2021, continueranno a crescere con tassi a due cifre le componenti associate a una digitalizzazione e automazione sempre più accentuata dei processi collaborativi (scuola, sanità, servizi al cittadino, e-commerce ecc.) e le soluzioni per la digitalizzazione delle filiere.

“Mai come oggi la sfida è complessa ma possibile”

Queste dinamiche si riferiscono alla sola crescita fisiologica, a cui si aggiungerà l’ulteriore aumento degli investimenti in digitale che saranno finanziati dal PNRR e per i quali non è stata ancora resa pubblica la pianificazione anno per anno.

“Il PNRR pone il digitale al centro della vita del Paese, con un piano di riforme e un ammontare di risorse che per entità e obiettivi non abbiamo mai avuto nella nostra storia – aggiunge Gray -. L’obiettivo è cambiare passo, dare impulso alla digitalizzazione della PA e della Sanità, accelerare lo sviluppo delle infrastrutture a banda ultra larga, sostenere le startup innovative e colmare il gap di competenze digitali, anche riconvertendo lavori in phase out. Mai come oggi la sfida è complessa ma possibile”.