Caffè: un’esperienza che va oltre il gusto

Tra i prodotti agroalimentari italiani più esportati nel 2023, con un giro d’affari di 2,259 miliardi di euro (+6,8% sul 2022), il caffè è uno dei settori industriali storicamente più legati al nostro know-how., e la quasi totalità degli abitanti del Belpaese conferma il legame indissolubile con questa bevanda.
Secondo la nuova indagine realizzata da AstraRicerche per Consorzio Promozione Caffè (‘Se è italiano… si sente! – Gli Italiani e il Caffè’,) uno degli aspetti che gli italiani apprezzano di più è la ritualità di un’abitudine che scandisce i diversi momenti della giornata (92%). Ma anche le occasioni di convivialità, soprattutto per chi ha tra 25 e 34 anni (95%).

Oltre a essere considerato come una ‘sveglia’ (91%), il caffè è anche un momento d’incontro (92%), e un gesto d’amore rivolto alle persone a cui lo offriamo (91%). Non meno importante il concetto di tradizione (92%) e la precisa gestualità nella preparazione (91%) e nel berlo (90%).

Un simbolo dell’italianità nel mondo: l’espresso 

Molto apprezzata dai più giovani anche la varietà offerta in termini di miscele e tipologie (91% 25-34enni, 89% media intervistati).
Se la qualità del caffè è ben rappresentata da marchi celebri (92%) e piccole torrefazioni (87%), il caffè è considerato un mix straordinario di tradizione e creatività (91%) che rappresenta il ‘saper fare italiano’ (89%).

Inoltre, gli italiani, amano trovarlo all’estero mentre viaggiano (89%) e sono convinti di poterlo riconoscere anche a occhi chiusi (81%).
Ma soprattutto, sono convinti che contribuisca a creare un’immagine positiva dell’Italia nel mondo (89%) e a esportare il nostro modo di intendere il caffè (83%).
Ma qual è il simbolo del caffè italiano per gli stranieri? Non c’è dubbio, l’espresso (61%) e quello della moka (22%).

Un viaggio multisensoriale

Per gli italiani bere un caffè è un’esperienza capace di coinvolgere tutti e cinque i sensi (70%). Anzi, è un vero e proprio viaggio sensoriale del coffee lover, che segue tappe molto precise e inizia con l’olfatto.

L’aspetto più apprezzato, infatti, è il profumo del caffè appena fatto (91%), della miscela o dei chicchi appena tostati (88%). Arriva quindi il gusto, inteso come sapore (89%) e calore (84%), apprezzato anche a livello tattile (81%), seguito dall’udito, con il borbottio della moka (84%) che supera il suono della macchina del bar (68%).
Ultima tappa, la vista, in particolare quando si tratta di giudicare l’aspetto finale del caffè e dei suoi ‘fratelli’, come cappuccino o caffè macchiato (83%).

La gestualità che anticipa la degustazione

Fondamentale è la cura nella presentazione (82%), e non meno importanti, la precisione nel dosarlo e l’attesa nel vederlo salire nella moka o scendere dalla macchina del bar (78%).

A circa 7 italiani su 10, inoltre, piace macinarlo personalmente e apprezzano l’attenzione di alcuni baristi nello scaldare la tazzina, oppure la velocità della macchina a capsule o cialde. Ma ci sono anche modalità più di nicchia, come la cuccuma napoletana, il caffè turco non filtrato o l’alambicco di vetro.