Conto delle Amministrazioni pubbliche: torna positivo dal 2019, ma diminuiscono reddito e risparmi delle famiglie

L’Istat ha rilasciato i dati del Conto delle Amministrazioni pubbliche (AP) e le stime relative alle famiglie e alle società nel IV trimestre 2024. Per la prima volta dal medesimo periodo del 2019, le Amministrazioni pubbliche hanno registrato un accreditamento netto a seguito di un sostanziale contenimento della spesa rispetto all’incremento delle entrate.

Sempre nel quarto trimestre 2024, rispetto al trimestre precedente il reddito disponibile delle famiglie è diminuito, sia in termini nominali (non succedeva dall’ultimo trimestre del 2020) sia, e più marcatamente, in termini reali.
Anche la propensione al risparmio ha subito un calo, pur rimanendo più alta rispetto al periodo pre-Covid.

Le società non-finanziarie sperimentato invece il sesto calo congiunturale della quota di profitto, già a metà anno scesa sotto i livelli del 2019. Per contro, dopo otto trimestri in riduzione, l tasso di investimento è cresciuto in termini tendenziali e congiunturali.

PIL e AP: saldo primario +4,1% 

I dati relativi alle AP sono commentati in forma grezza, mentre quelli relativi alle famiglie e alle società in forma destagionalizzata.

In dettaglio, nel quarto trimestre 2024 il saldo del conto delle AP in rapporto al Pil ha riportato un accreditamento dello 0,4%. Nello stesso trimestre del 2023 risultava un indebitamento del -6,6%.
Il saldo primario delle AP, ovvero, l’indebitamento/accreditamento al netto degli interessi passivi, è risultato positivo, con un’incidenza sul Pil del 4,1%. Nel quarto trimestre del 2023 era -2,8%.

Pressione fiscale al 50,6%, consumi +0,7%

Anche il saldo corrente delle AP ha registrato un valore positivo, con un’incidenza sul Pil del 5,9%: risultava positivo e pari al 4,5% anche nel quarto trimestre del 2023.
La pressione fiscale è stata pari al 50,6%, in aumento di 1,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti in termini nominali dello 0,7%.
La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari all’8,5%, in diminuzione di 0,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Prezzi +0,5%, potere d’acquisto -0,6% 

I prezzi al consumo, misurati dal deflatore implicito dei consumi delle famiglie, sono aumentati dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, determinando una flessione del potere d’acquisto dello 0,6%.

La quota di profitto delle società non finanziarie è invece stimata al 42,4%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Mentre il tasso di investimento delle società non finanziarie si è attestato al 22,1%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.