Stereotipi di genere: come li vivono oggi i ragazzi italiani?

Qual è la percezione degli adolescenti italiani sui ruoli di genere? E come interpretano i possibili fenomeni legati alla violenza? Insomma, come cambia il percepito tra generazioni su un argomento tanto sensibile?

A questo proposito ha risposto l’Istat, che ha condotto un’indagine in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità rivolta ai giovani tra gli 11 e i 19 anni per comprendere la diffusione degli stereotipi di genere e le rappresentazioni della violenza nelle relazioni. I risultati offrono uno spaccato prezioso per orientare politiche educative e sociali più efficaci, come previsto dalla Convenzione di Istanbul che sottolinea la necessità di modificare atteggiamenti culturali e comportamenti sociali alla base della disuguaglianza.

Il rapporto ideale si basa sul sostegno reciproco

I ragazzi dimostrano di essere maturi e consapevoli. Infatti, per la maggior parte degli adolescenti, l’elemento centrale di una relazione affettiva è il supporto nei momenti difficili. Lo afferma il 48,1% dei giovani, seguiti da chi ritiene importanti sincerità, fedeltà e comprensione. Solo una minoranza (circa il 10%) dà priorità alla bellezza fisica o all’attrazione.

La gelosia, però, continua a essere vista da molti come segno d’amore: lo pensa il 29,1% degli intervistati, con picchi del 41,3% tra i ragazzi più giovani.

L’aspetto fisico è ancora un valore soprattutto tra le ragazze

Ci sono miti difficili da estirpare. Ne è la riprova che lo stereotipo più radicato è l’idea che l’aspetto fisico sia più rilevante per le ragazze che per i ragazzi. Questa convinzione è condivisa dal 56,4% dei giovani, con lievi differenze tra maschi (58,6%) e femmine (54%).

L’accordo cresce con l’età e risulta più marcato tra i giovani con cittadinanza straniera e in contesti familiari meno agiati o con basso livello d’istruzione dei genitori.

Ruoli in casa: siamo lontani dalla parità 

Il 24,9% degli adolescenti ritiene che gli uomini siano meno adatti a occuparsi delle faccende domestiche. Anche in questo caso, lo stereotipo è più diffuso tra i maschi (30,4%) e cala con l’età. Le famiglie con madri laureate mostrano una maggiore apertura e un minor grado di adesione a questo tipo di visioni.

La scienza? Per 1 ragazzo su 5 è materia da “uomini”

Un giovane su cinque (21,2%) pensa che i ragazzi siano naturalmente più portati per le discipline scientifiche, tecnologiche e ingegneristiche. La percentuale sale al 29,1% tra i maschi, contro il 12,9% tra le femmine.

Anche qui il livello d’istruzione dei genitori, in particolare delle madri, incide sulla percezione: più alta è la formazione, minore è l’adesione a questo pregiudizio.

Il successo professionale è ancora declinato al maschile

Fortunatamente si allenta un po’ lo stereotipo che vuole che il lavoro sia più importante per l’uomo che per le donne (14,6%). Ma l’idea è dura morire. specie tra i maschi (22%) e tra i giovani stranieri (24,5%).

Questo pregiudizio si lega fortemente all’idea che la realizzazione femminile passi attraverso la famiglia. Però, tra i ragazzi con madri laureate, la percentuale scende fino all’11,7%, e tocca il minimo tra le ragazze con madri molto istruite (5,2%).

Istruzione e contesto fanno la differenza

Dall’indagine emerge come lo status socioeconomico e il livello di istruzione dei genitori, soprattutto delle madri, influenzino in modo determinante le convinzioni degli adolescenti.

Stereotipi e pregiudizi, sebbene ancora presenti, tendono a diminuire in ambienti più educati e consapevoli. Per costruire una cultura del rispetto e dell’uguaglianza, è fondamentale investire in educazione e prevenzione sin dalle prime fasi della crescita.