Il mercato del Cloud continua a correre, ma l’Europa resta in bilico tra crescita e dipendenza tecnologica. Nel 2025 il settore vale 112 miliardi di dollari, con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente. Lo rileva l’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano, che sottolinea come quasi il 90% del mercato europeo sia controllato da grandi provider statunitensi o extraeuropei.
“Questo dato – spiega Alessandro Piva, direttore dell’Osservatorio – riaccende il tema della sovranità digitale e della capacità del continente di rimanere competitivo in uno scenario geopolitico sempre più instabile.”
Più della metà delle grandi organizzazioni europee, infatti, lamenta la lentezza dei provider locali nel proporre soluzioni aggiornate e innovative. Da qui la necessità di politiche industriali comuni, filiere digitali europee e collaborazioni tra aziende pubbliche e private.
L’Italia cresce grazie a AI e capacità di innovare
In Italia il Cloud non mostra segni di rallentamento, anzi: nel 2025 tocca gli 8,13 miliardi di euro, con un balzo del 20%. Un risultato che conferma la sua importanza come motore dell’innovazione, sostenuto dalla diffusione dell’intelligenza artificiale e dai progetti di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione.
A trainare il mercato è ancora il Public & Hybrid Cloud, con 5,83 miliardi di spesa (+21%). Crescono l’Infrastructure as a Service, il Software as a Service e il Platform as a Service, mentre il Private Cloud fa un salto del 23%, arrivando a 1,39 miliardi. Un aumento legato al bisogno di maggiore controllo sui dati e all’arrivo di nuove offerte di “Cloud sovrano”.
Le imprese scelgono strategie ibride
“Il 2025 segna un punto di svolta – osserva Stefano Mainetti, responsabile scientifico dell’Osservatorio –. Il Cloud è diventato un vero asset strategico, non solo una tecnologia.”
Sempre più aziende adottano strategie ibride: il 46% delle grandi organizzazioni sceglie con cura quali applicazioni spostare sulla nuvola e quali mantenere internamente.
Parallelamente cresce l’attenzione per sicurezza e conformità: il 72% delle imprese ha avviato progetti di cybersecurity e quasi quattro su dieci lavorano per adeguarsi alle nuove regole europee, dal NIS2 al DORA fino all’AI Act.
AI e Cloud, un legame a doppio filo
Il Cloud è ormai la base su cui si costruisce l’intelligenza artificiale. Un quarto delle grandi aziende utilizza già servizi di AI-as-a-Service, ma solo il 30% si affida completamente al Cloud pubblico: la maggioranza preferisce soluzioni private o ibride, per garantire controllo e sicurezza.
“Cloud e AI sono inseparabili – ricorda Mariano Corso, tra i responsabili scientifici dell’Osservatorio – ma servono regole e competenze per gestirli al meglio.” Nonostante qualche ritardo nella governance, oltre la metà delle imprese italiane indica l’AI come la priorità d’investimento per il 2026.