Oggi, la trasformazione del consumer journey, ovvero, il modo in cui le persone scoprono brand e prodotti, valutano le alternative e decidono cosa acquistare è sempre più rapida e smart.
Dall’informazione iniziale alla scelta finale, fino al momento dell’acquisto i consumatori sono sempre più guidati dall’AI.
In particolare, il 20% degli italiani utilizza l’AI per informarsi durante una decisione d’acquisto, 1 su 5 la usa per orientarsi negli acquisti, e quasi 1 su 10 la considera la prima fonte di informazione.
Lo attestano i dati della ricerca realizzata da Eumetra in collaborazione con MediaWorld, dal titolo “Ti informerAI. SceglierAI. ComprerAI: come l’Intelligenza Artificiale cambia il consumer journey”.
Come confronterAI prezzi e prodotti?
Per comprendere ‘quanto’ l’AI intervenga nel consumer journey, la ricerca ha simulato l’acquisto di due prodotti di diverse categorie merceologiche, uno smartphone e un condizionatore a parete.
Nel momento in cui ci si interessa di un prodotto noto e su cui il consumatore è competente (lo smartphone), le piattaforme AI sono usate per comparare requisiti tecnici dal 10% del campione. Mentre quando si valuta l’acquisto di un prodotto meno diffuso, e su cui i consumatori sono meno competenti (il condizionatore a parete), la percentuale sale al 14%.
Quando poi si comparano prezzi (e non feature tecniche) sono invece i motori di ricerca a essere utilizzati, nel 27% dei casi per lo smartphone e nel 29% per il condizionatore a parete.
Un mercato sempre più popolato, ma dominato da pochi grandi player
Nella fase finale del processo di acquisto, invece, il 16% dei consumatori consulta l’AI per decidere ‘dove’ acquistare lo smartphone e il 14% per decidere acquistare il condizionatore a parete.
In ogni caso, il mercato dell’AI è sempre più popolato, ma dominato da pochi grandi player che guadagnano la fiducia dei consumatori.
In testa c’è ChatGPT , utilizzato dal 64% degli utenti, seguito da Gemini (47%), Microsoft Copilot (20%), Perplexity (7%), Grok (6%), Atlas OpenAI (6%), Claude (4%) e Llama (3%).
La scelta tra le piattaforme è anche generazionale. Tra i giovani (18-34 anni) l’utilizzo di ChatGPT è all’84%, nella fascia 35-54 anni al 52% e scende al 25% tra i 55-64enni.
Per i brand non si tratta più solo di essere presenti online
Dai dati del report emerge come il dibattito sull’AI da parte di aziende e professionisti non si traduca in altrettanta enfasi da parte dei consumatori.
I consumatori ‘usano’ l’AI, ma si interrogano molto meno su essa. Se il 12% se ne occupa professionalmente e il 23% ‘legge e si informa molto’, il restante 65% si divide tra chi intercetta frequentemente notizie sull’AI (33%), chi ne sente parlare raramente (29%) e chi non ne sa nulla (3%).
Per le aziende invece oggi non si tratta più solo di ‘essere presenti online’, ma di capire come diventare rilevanti in un ecosistema in cui l’AI è ormai un nuovo protagonista delle decisioni di consumo.