Il phishing continua a essere la tipologia di frode on line più diffusa, ma negli ultimi mesi c’è stata un’evoluzione decisamente preoccupante. Non solo sono aumentati gli attacchi, ma sono diventati infinitamente più intelligenti. Secondo i dati di Kaspersky, solo tra aprile e giugno 2025 sono stati intercettati oltre 142 milioni di link dannosi.
In Europa la crescita è stata del 41% rispetto al trimestre precedente. Non si tratta più delle vecchie truffe piene di errori grossolani: oggi dietro ci sono strumenti avanzati, spesso alimentati dall’intelligenza artificiale.
L’intelligenza artificiale al servizio del cybercrime
Con i nuovi modelli linguistici, i criminali sono in grado di scrivere e-mail e messaggi indistinguibili da quelli reali. Non ci sono refusi, non ci sono errori: sembra tutto autentico. Nei social e nelle chat spuntano bot che conversano come persone vere, in grado di creare rapporti di fiducia con le vittime.
A rendere il tutto ancora più credibile ci pensano audio e video deepfake: voci di colleghi, dirigenti o persino funzionari bancari che convincono a condividere dati riservati o codici di sicurezza.
I dati biometrici sotto attacco
Gli hacker non si accontentano più delle credenziali di accesso. Oggi puntano a ciò che non può essere cambiato: impronte vocali, riconoscimento facciale, firme elettroniche e persino quelle calligrafiche. Attraverso siti fraudolenti che imitano servizi ufficiali, gli utenti vengono indotti a cedere informazioni preziosissime, che finiscono poi sul mercato nero del web o vengono usate per frodi.
La novità più preoccupante è che i cybercriminali sfruttano strumenti considerati affidabili. Per ingannare anche i sistemi di difesa automatica, molti siti inseriscono persino i classici CAPTCHA, di solito associati a portali sicuri.
Il caso ForumTroll
All’inizio dell’anno Kaspersky ha individuato Operation ForumTroll, una campagna che prendeva di mira media e istituzioni russe. Un semplice clic bastava a infettare i sistemi, sfruttando una vulnerabilità di Chrome mai segnalata prima. Per non farsi scoprire, i link restavano online per pochissimo tempo e poi reindirizzavano a siti autentici.
Come proteggersi
Fidarsi è bene, ma non farsi è meglio: in sintesi è questo il principale consiglio degli esperti. Bisogna diffidare da richieste improvvise di codici o accesso alla fotocamera, evitare di caricare firme su siti poco noti e limitare la condivisione di dati personali online.
E, naturalmente, bisogna sempre tenere aggiornate le soluzioni di sicurezza.