Le 8 regole per star bene in ufficio

Anche se lo scenario sta cambiando verso un mondo sempre più orientato allo smart working, oggi la gran parte parte dei lavoratori trascorre il proprio tempo professionale nell’ambiente di lavoro. Così Michael Page, brand di PageGroup specializzato nella selezione di professionisti qualificati di middle e top management, ha messo a punto una lista composta di otto consigli per stare al meglio in ufficio.

Occhio all’ambiente     

L’ambiente è un fattore molto importante per riuscire ad essere produttivi e a proprio agio. Alcuni piccoli consigli sono di personalizzare la postazione di lavoro per incrementare il benessere mentale, avere delle piante ed elementi naturali per aumentare l’attenzione e avere a portata di mano lavagne a muro e pennarelli per stimolare la produzione di idee.

Tempo sotto controllo

Saper gestire il proprio tempo è necessario per stare bene sul posto di lavoro. Per farlo, si può creare una “to do list” basata sulle priorità della giornata: questa permette di aumentare la concentrazione e riuscire a focalizzarsi sugli obiettivi per rispettare le scadenze. È importante tenere sempre sott’occhio i diversi compiti che bisogna svolgere in modo da non rischiare di dimenticare richieste o non rispettare deadline.

In equilibrio

Serve cercare di comprendere quali siano le proprie difficoltà e trovare delle possibili soluzioni per risolverle. Spesso basta imparare a gestire bene i carichi, così da non avere un eccesso di lavoro un giorno per poi rimanere scoperti quello successivo. Ciò sarà utile anche a rispettare gli orari prefissati, per quanto possibile. Ad esempio le email possono attendere fino al mattino seguente mentre il benessere personale deve essere una priorità per il dipendente.

Si alla pausa

Vietato saltare la pausa. A beneficio del benessere fisico, del lavoro e delle relazioni con i colleghi, bisogna mantenere regolari pause, per il pranzo e/o il caffè. Ma serve anche far riposare gli occhi distogliendo lo sguardo dagli schermi. così come è  utile fare una passeggiata post pranzo per recuperare freschezza mentale.

Chiacchiera con i colleghi

Le relazioni sociali sono di vitale importanza per il benessere delle persone. Piuttosto che scrivere una mail, mille volte meglio parlare personalmente ai colleghi: l’interazione vis a vis permette un’ottimale comprensione di ogni situazione. Poichè il confronto in situazioni complesse potrebbe portare un valore aggiunto, non bisogna aver paura di chiedere un parere. Un’opinione è sempre utile.

Passione come motore

Essere appassionati di ciò che si svolge al lavoro è importante per il benessere e l’equilibrio della persona. Ma non bisogna trascurare le proprie inclinazioni nel tempo libero, dedicandosi a queste e cercando di staccare dai problemi di business.

Ben venga il remoto

Se l’azienda lo consente, lavorare da remoto, anche solo un paio di ore o un giorno a settimana, permette alle persone di aumentare la soddisfazione e di uscire dalla routine dell’ufficio.

Seduto bene!

Quando si è seduti alla scrivania bisogna assumere una posizione corretta: bisogna mantenere in asse la parte inferiore della schiena, appoggiare i piedi sul pavimento e avere gli avambracci paralleli al pavimento quando si utilizza la tastiera del computer. Una giusta postura salvaguarda la salute e il buonumore.

Dna, arriva un software per l’identificazione dei colpevoli

La tecnologia aiuterà sempre di più le forze dell’ordine a identificare i colpevoli di atti di violenza. L’ultima novità è un software che supporterà gli investigatori nel difficile compito di “leggere” e attribuire correttamente le tracce di Dna trovate sulla scena del crimine. In particolare, questo programma sarà molto utile nei casi di violenza sessuale.

Un programma creato fra Australia e Danimarca

Il software porta la firma di due ricercatori, David Balding dell’Università di Melbourne, in Australia, e Mikkel Andersen dell’Università di Aalborg in Danimarca. Il loro studio, che spiega le funzionalità e l’applicabilità del programma, è stata recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Plos Genetics.

Gli utilizzi in ambito forense

Il nuovo programma open-source, cioè facilmente modificabile dagli utenti, permette di visualizzare quanti uomini in una data popolazione potrebbero corrispondere al cromosoma maschile Y rinvenuto sulla scena del crimine, scrive l’agenzia Ansa. L’analisi del profilo del cromosoma Y è particolarmente utile quando si ha un piccolo quantitativo di Dna maschile mescolato a tanto Dna femminile, un fenomeno molto frequente nei casi di violenza sessuale. Portare in tribunale questa prova come fondamentale, però, può rivelarsi davvero difficile: infatti il cromosoma Y rimane pressoché identico nella trasmissione di padre in figlio. Il risultato? Lo stesso profilo del cromosoma potrebbe quindi essere condiviso da dozzine di uomini all’interno di una popolazione.

Il software consente di fare chiarezza

Attraverso questa novità informatica, i due scienziati hanno trovato una soluzione che consente di non smarrirsi fra infiniti calcoli di probabilità e metodi di conta nei database di popolazione. Il nuovo software, infatti,  è in grado di quantificare i risultati e renderli più facilmente interpretabili ai giudici, mostrando il possibile numero di uomini corrispondenti alla traccia biologica e le conseguenze che derivano dal grado di relazione che li lega.

Il cerchio dei possibili colpevoli diventa più stretto

I ricercatori dimostrano che la distribuzione di questi uomini può essere condizionata dalle informazioni contenute nei database, e suggeriscono modi per presentare questo dato in tribunale rendendo chiaro che il cromosoma Y non può identificare il colpevole in maniera definitiva, ma può restringere drasticamente il cerchio intorno a lui.

Uno dei due scienziati, David Balding, ha aggiunto: “Noi pensiamo che questo nostro lavoro porterà un grande miglioramento nella profilazione del cromosoma Y e nella relativa presentazione di esso all’interno dei tribunali.  Lavoreremo ancora per estendere il database e mettere a disposizione degli inquirenti sempre più informazioni utili e utilizzabili nelle indagini”.

Fiere italiane, un settore in salute

Il sistema fieristico italiano non solo tiene, ma dà anche segnali di buona salute. Lo afferma la rilevazione trimestrale sulle tendenze del settore effettuata dall’Osservatorio congiunturale di Aefi per il periodo aprile-giugno 2017. L’indagine, decisamente ampia, ha coinvolto 28 poli fieristici italiani associati Aefi e indica in generale un sentiment di ottimismo e di buone prospettive per il prossimo futuro.

Trend più contenuto

Anche se il trend di crescita sembra essere leggermente più contenuto, gli intervistati forniscono uno scenario in cui l’andamento del fatturato è positivo, sia rispetto al trimestre precedente che all’analogo periodo dell’anno precedente.

Numero di manifestazioni in salita

Per quanto riguarda il numero di esposizioni fieristiche organizzato nel nostro Paese, il saldo si attesta al +14%. Dati positivi, anche se lievemente inferiori rispetto il primo trimestre dell’anno, ma supportati dal buon andamento dell’interesse degli espositori. E’ infatti in aumento anche il numero degli exhibitors: la metà dei 28 poli fieristici coinvolti nell’indagine si dichiara infatti soddisfatto e segnala una crescita di espositori. Per un altro 25% le condizioni sono rimaste stazionarie mentre l’altro 25% registra una diminuzione. In ogni caso, il saldo positivo si attesta al 25%, meglio dei primi tre mesi del 2016.

Ottime performance grazie agli stranieri

Il merito di questi buoni risultati va attribuito in gran parte agli stranieri. In particolare, gli intervistati segnalano un particolare incremento di espositori europei (con un saldo del +36%), seguiti dagli espositori provenienti da Paesi extra EU (saldo +32%). Per quanto riguarda gli italiani, il saldo è più contenuto e si ferma all’11%.

Aumentano anche gli spazi

L’Osservatorio di Aefi parla inoltre di un buon aumento di spazi occupati durante le manifestazioni fieristiche. Il 42,84% degli intervistati ha infatti rilevato un deciso incremento, che si traduce in un saldo del +14%. Anche in questo caso, bisogna dire grazie agli espositori stranieri che hanno maggiormente contribuito all’espansione degli spazi occupati.

Cresce il numero di visitatori

Infine, una buona notizia per il comparto è anche quella che si riferisce ai flussi di visitatori, considerato in aumento dal 50% dei centri coinvolti nell’indagine. Il saldo si attesta al +18% e, al netto della componente stazionaria, è in linea con i risultati registrati nel primo trimestre 2017. I Paesi extra Ue sono quelli che hanno contribuito con maggiore dinamicità all’incremento del numero di visitatori, seguiti dagli europei e infine dagli italiani. Ottime performance, infine, per quanto concerne il fatturato: per oltre il 60% dei quartieri fieristici intervistati è infatti in crescita.