Alcuni buoni motivi per seguire un corso per estetista professionale

Il settore dell’estetica professionale è oggi uno dei più apprezzati ed in costante evoluzione, dato che comprende innumerevoli aree professionali legate sia all’immagine che alla bellezza, all’estetica e alla salute. Questa caratteristica multidisciplinare conferisce all’estetista un valore incalcolabile, rendendola una risorsa essenziale in grado di regalare agli altri il benessere di cui hanno bisogno.

Pertanto, non sorprende il fatto che sempre più persone siano interessate allo studio dell’estetica professionale, una formazione in grado di aprire le porte di un mondo stimolante e dinamico, nonchè opportunità professionali di tutto rispetto per quanti si impegnano e nutrono grande passione per questo settore, un mondo pieno di aree specifiche in cui il professionista può costantemente rinnovarsi; un ambito in cui vengono costantemente adottati trattamenti e tecniche sempre più efficienti, grazie ai quali è possibile perfezionare il corpo, il viso e persino la mente, nonchè contribuire a migliorare e rafforzare l’immagine globale delle persone.

Se stai pensando di frequentare un corso estetista professionale, quello organizzato da Academia BSI è uno dei migliori in Italia grazie alla preparazione dei suoi docenti e delle strutture messe a disposizione degli alunni. Parliamo di una professione che spazia dalla depilazione, alla manicure o alla decorazione delle unghie, a massaggi olistici e trattamenti per il corpo e il viso, tra molte altre specialità, le quali vengono tutte ampiamente incluse all’interno del corso.

Se sei appassionato dell’immagine ma non hai ancora deciso di studiare l’estetica, ciò che ti mostriamo di seguito chiarirà tutti i tuoi dubbi relativi alla scelta di frequentare o meno un corso di estetica professionale.

Aiuta le persone a piacersi di più

Il primo dei motivi per frequentare un corso di estetica professionale è il piacere di creare, garantire e mantenere la bellezza delle persone, aiutandole a piacersi di più.

Le estetiste sono le prime a far sentire bene tutti coloro che passano dalle loro mani. Sanno come far brillare veramente una persona, farla rilassare, migliorare la propria autostima e sicurezza lavorando la pelle del viso e il resto del corpo, oltre a prendersi cura delle mani, eliminare le imperfezioni ed eventuali inestetismi.

Contribuire alla salute e al benessere personale

L’estetista è considerato uno dei pezzi fondamentali della società di oggi, poiché il suo ruolo contribuisce al miglioramento dell’immagine e, soprattutto, del benessere e della salute, sia fisica che mentale, degli altri.

Oltre a prendersi cura della pelle ed eseguire trattamenti specifici per alleviare disturbi o garantire la cura delle unghie del cliente, il professionista si dedica anche al miglioramento della salute e del benessere attraverso trattamenti, massaggi o tecniche come l’aromaterapia, una pratica ancestrale che offre una vasta gamma di possibilità terapeutiche e che utilizza oli naturali come base.

Una professione creativa che guarda alle nuove tendenze

Un altro dei grandi motivi per seguire un corso per estetista professionale è la possibilità di sviluppare maggiore creatività ed entrare nel mondo della moda e delle tendenze. L’estetica professionale ha infatti molti rami di specializzazione, tra i quali vale la pena menzionare, a causa della sua connessione con creatività e tendenza, la costruzione e la decorazione delle unghie, ambito in cui l’immaginazione gioca un ruolo importante al fine di creare un numero incessante di soluzioni.

Infine, uno dei motivi convincenti che spingono i professionisti del settore a continuare la formazione in estetica è l’applicazione dei servizi quali massaggi, trattamenti, servizi di bellezza e salute che solo un corso estetico professionale può consentire di effettuare ad alti livelli.

Ora conosci alcuni dei motivi più importanti per i quali frequentare un corso di estetista professionale e, prima o poi, creare il tuo centro estetico o avviarti alla professione autonomamente.

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Appartamenti Privilege Apartments | Eco-friendly concept e domotica

Le camere comode e moderne che Privilege Apartments mette a disposizione dei suoi ospiti presentano soluzioni avanzate di comfort e design, che le rendono perfette per un soggiorno piacevole e rilassante, proprio quel che ci si aspetta da una struttura ricettiva quando ci si sposta per vacanza o lavoro. Ogni angolo ed ogni elemento d’arredo sono studiati per rendere piacevole e confortevole la permanenza di tutti, proprio come in casa. Il comodo angolo cottura con utensili da cucina ad esempio, consente a tutti di poter preparare autonomamente i pasti all’occorrenza. Questa è una soluzione molto importante soprattutto per famiglie e gruppi di persone che desiderano cucinare ed evitare di pranzare o cenare fuori, ma è anche un’ottima possibilità per quanti si spostano per lavoro e tra un impegno e l’altro desiderano avere la possibilità di pranzare in camera.

Soprattutto chi si sposta per motivi di lavoro ricorre con piacere agli appartamenti a Monza di lusso Privilege Apartments, in quanto questi mettono loro a disposizione una postazione da lavoro che consente a tutti di potersi dedicare tranquillamente al proprio business in maniera agevole. La posizione strategica della struttura inoltre (siamo vicini all’ingresso dell’autostrada) fa si che gli alloggi Privilege Apartments siano perfetti per quanti desiderano spostarsi all’interno della Brianza o raggiungere destinazioni quali Milano e Bergamo. Gli appartamenti sono stati inoltre progettati per avere il minimo impatto possibile sull’ambiente e sono dunque eco-friendly. Presentano inoltre tutta la comodità ed il benessere che la domotica è in grado di regalare, e per la quale è possibile controllare in maniera smart tutti i dispositivi presenti. Coloro i quali desiderano ottenere un relax ancora più profondo ed intenso, potranno approfittare del parco di oltre 10 mila metri quadrati che si trova proprio di fronte la struttura, ed approfittarne per una passeggiata nel verde per un abbraccio con la natura davvero piacevole.

Design e comfort: hai già provato le calzature Bruno Bordese?

Qualità dei materiali, tecniche di lavorazione all’avanguardia, design e comfort assoluto: ecco il mix vincente che ha reso le calzature Bruno Bordese oggetto del desiderio per tantissime persone che desiderano vestire sempre con eleganza e affidare al tempo stesso i propri piedi a delle scarpe che possano avvolgerli e accoglierli in un ambiente confortevole, che abbia proprio il loro benessere come obiettivo primario. Dalle calzature per uomo a quelle per donna, Bruno Bordese presenta ottime soluzioni sia per il tempo libero che per il lavoro, così come per gli appuntamenti più importanti o gli impegni di ogni giorno, senza mai rinunciare alla ricercatezza e allo stile. Proprio lo stile è uno dei capisaldi di tutte le collezioni di questo prestigioso marchio, grazie alle sue linee accattivanti e moderne che rendono ogni calzatura l’accessorio ideale per completare qualsiasi tipo di outfit in maniera appropriata.

Rimanere al passo con i tempi è infatti un must per Roberto Bordese, ed egli stesso non ha fatto mistero di attingere tantissimo alla street-art e al modo di vivere delle nuove generazioni per trarre l’ispirazione necessaria alla creazione di nuove linee e nuovi prodotti. Alla stessa maniera, anche i viaggi hanno un ruolo determinante nell’influenzare l’estro di questo talentuoso stilista, che è in grado di cogliere l’ispirazione giusta anche in tutte quelle piccole cose che è possibile trovare nei botteghini dell’antiquariato. Tale creatività e ricercatezza dei particolari è tangibilmente visibile osservando da vicino una qualsiasi calzatura Bruno Bordese, mentre è sufficiente calzarla per qualche minuto per rendersi anche conto che l’estetica e la bellezza non hanno in alcun modo compromesso la comodità di tali calzature, che al contrario sono in grado di accogliere il piede e garantirgli tutta la comodità di cui ha bisogno anche se le si indossano per più ore al giorno.

Timbracartellini per la rilevazione presenze

Imprese o aziende di piccole dimensioni e con un numero limitato di dipendenti che hanno la necessità di poter effettuare il controllo delle presenze del personale, tendono solitamente a scartare ipotesi quali tornelli e sistemi apriporta che sono perlopiù utilizzati all’interno di realtà decisamente più grandi. L’esigenza di poter effettuare la rilevazione presenze permane ad ogni modo, ed è proprio per questo motivo che il timbracartellino appare ancora oggi come la soluzione più consona a risolvere questo tipo di necessità per attività con un budget e numero di dipendenti  limitato. Cotini srl, azienda della provincia di Milano all’avanguardia nel settore della rilevazione presenze, mette a disposizione dei clienti una vasta scelta in fatto di timbracartellini adatti a realtà lavorative di ogni tipo, anche le più piccole. Questi consentono ai dipendenti anche di poter consultare le timbrature già effettuate, semplicemente premendo un tasto presente sull’apposito tastierino numerico di cui ogni timbracartellino è dotato.

Cotini srl risolve dunque in maniera brillante le necessità di aziende ed imprese, grandi o piccole che siano, consentendo loro di poter effettuare in maniera efficace la rilevazione delle presenze dei dipendenti e registrare tali dati, che possono essere inviati in maniera molto semplice all’ufficio che si occupa delle paghe o ad altre risorse interne all’azienda. Tale processo è inoltre una buona forma di risparmio perché consente di effettuare in maniera del tutto automatizzata la rilevazione e la trasmissione dei dati, senza dunque dover impiegare alcuna risorsa umana da adibire a tale scopo, né sprecare della carta inutilmente. Proprio a questo proposito oggi sono numerose le realtà di ogni settore che hanno deciso di adottare uno dei sistemi di rilevazione presenze proposti da Cotini srl, così da rendere più snello questo processo e migliorare di conseguenza l’efficacia dell’intera gestione del personale, nonché la loro sicurezza.

Cialde Lavazza a Modo Mio | Il caffè che desideri

Uno dei modi migliori per iniziare la giornata è quello di concedersi una colazione, dolce o salata in base ai propri gusti, accompagnata da un ottimo caffè. La tazzina mattutina cui noi italiani non rinunceremmo per nulla al mondo, è in grado di trasmettere quella carica e quell’energia positiva di cui abbiamo bisogno per affrontare in maniera positiva la giornata e gli impegni che ci attendono. Se fino a qualche anno fa bisognava infatti accontentarsi tutti dello stesso caffè, ed attendere pazientemente che la moka facesse il suo lavoro, oggi le moderne macchinette per il caffè consentono a tutta la famiglia di poter bere esattamente il caffè e la miscela desiderati. Con un semplice gesto della mano infatti, è possibile inserire l’apposita cialda all’interno del suo alloggio ed ottenere subito dopo un delizioso caffè.

Cialda dopo cialda, tazza dopo tazza, ogni mattina i desideri di ciascuno saranno esauditi: non sarà più dunque necessario doversi accontentare di un unico caffè. Quel che conta è scegliere le cialde giuste ed in grado di accontentare tutti dal punto di vista della qualità e del gusto: le cialde Lavazza a Modo Mio che trovi sul sito di Cialdamia rappresentano un’occasione unica per incontrare l’aroma e la raffinatezza di miscele accuratamente selezionate ed in grado di regalare ad ogni sorso piacevoli sensazioni al palato. L’ampia selezione di cialde a disposizione è in grado di soddisfare i gusti di coloro che amano bere un caffè classico e corposo ma anche quelli di chi amano provare miscele nuove dal gusto raffinato, come ad esempio quelle al ginseng o all’orzo. Perché accontentarsi dunque, quando è possibile bere esattamente il caffè desiderato e maggiormente in grado di regalare quel benessere e quell’energia necessarie per iniziare bene il nuovo giorno? Con le cialde Lavazza a Modo Mio non hai che l’imbarazzo della scelta.

E con le compatibili risparmi: mantenendo le stesse qualità del noto brand, potrai acquistare ad un prezzo nettamente inferiore le cialde caffè per il tuo sistema, facendo una bella scorta che non ti lasci mai senza il tuo adorato “magic moment”! Il sito è www.cialdamia.it e potrà diventare, per me, una fantastica opportunità di acquisto ed un fedele alleato per il tuo shopping.

 

Nel 2030 il trasporto sostenibile supererà quello con l’auto privata

Il 2030 segnerà una svolta per la mobilità sostenibile nelle città più grandi del mondo. Nei prossimi 10 anni le auto faranno il 10% dei tragitti in meno, perché l’aumento della sharing economy, della multimodalità e dei veicoli autonomi, oltre all’invecchiamento della popolazione, ridurranno drasticamente il bisogno di possedere un’automobile propria. Entro il 2030, quindi, le modalità di trasporto green rappresenteranno il 49% del totale degli spostamenti effettuati nelle città, contro il 46% dell’uso delle automobili, attualmente usate nel 51% dei viaggi. Lo rivela Mobility Future, lo studio di Kantar presentato al UN-Habitat World Urban Forum di Abu Dhabi

Dal car sharing alla bicicletta

L’uso dei taxi, di corse condivise, come il car sharing o il ride hailing, che permette di salire a bordo di un veicolo già in circolazione e condividere parte del tragitto con altri viaggiatori, insieme ad altre modalità di trasporto, rappresenteranno il restante 5% sul totale degli spostamenti effettuati nelle città.

La bicicletta è sulla buona strada per diventare il mezzo di trasporto con la più rapida crescita, considerando un incremento previsto del 18% da ora fino al 2030. La scelta di muoversi a piedi, invece, crescerà del 15%, così come si prevede un aumento del 6% nell’utilizzo dei mezzi pubblici. Queste nuove abitudini di mobilità sono sostenute da vari progetti a livello globale, come l’estensione delle piste ciclabili, l’implementazione dei sistemi di sharing, i progetti di pedonalizzazione e miglioramento del trasporto pubblico.

Circa 36,7 milioni di cittadini cambieranno le abitudini di trasporto

Secondo Kantar, stando alle 31 città coinvolte nell’indagine, circa 36,7 milioni di cittadini cambieranno le abitudini di trasporto nei prossimi 10 anni. Manchester è la città dove si terrà il più grande cambiamento in termini di mezzi di trasporto usati, seguita da Mosca e da San Paolo.La ricerca ha evidenziato poi come il 40% delle persone, globalmente, siano aperte all’idea di usare soluzioni di trasporto più innovative. Ma non tutte le città sono preparate a una trasformazione radicale della mobilità. Le città più pronte dal punto di vista tecnologico, in base al livello di disponibilità a condividere i propri veicoli, Pil e diffusione delle strutture per pagamenti digitali, sono risultate Amsterdam, Londra e Los Angeles.

Milano al 6° posto del Transforming cities Index

Milano è destinata a diventare una delle città che più si rinnoverà dal punto di vista dei trasporti, classificandosi al 6° posto del Transforming cities Index. E da oggi al 2030 saranno 552.000 i residenti che cambieranno le proprie abitudini di spostamento, il 17% della popolazione. La bicicletta sarà il ​​mezzo di trasporto in più rapida crescita, anche se il sistema di mobilità attuale di Milano è ancora dominato dal trasporto pubblico e dalle singole auto private. Tuttavia, i venti del cambiamento possono già essere avvertiti. Molti milanesi infatti già utilizzano mezzi di trasporto alternativi, e dichiarano di auspicare a un mix più ampio di alternative eco-sostenibili.

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Google Maps compie 15 anni, prossima sfida l’indirizzo digitale

Lanciata l’8 febbraio 2005 Google Maps festeggia quest’anno il suo quindicesimo compleanno. Al suo attivo conta ormai un miliardo di utenti, oltre 220 paesi mappati nel mondo, il monitoraggio del traffico, le informazioni sul trasporto pubblico, le recensioni dei ristoranti, ma anche accuse di violazione della privacy. Dal giorno del suo lancio sui computer ora è approdata a milioni di smartphone, ed è diventata un terreno fertile per testare l’Intelligenza artificiale. Tra gli obiettivi futuri di Google Maps c’è infatti quello di dare un indirizzo digitale alle persone che non ne hanno uno fisico.

L’AI porta l’alta qualità nelle informazioni locali

L’AI “È una delle prossime frontiere di Maps – spiega Sundar Pichai, Ceo di Alphabet e di Google – con un indirizzo digitale miliardi di persone saranno in grado di accedere a servizi bancari e di emergenza, ricevere posta e consegne personali e aiutare le persone a sponsorizzare le proprie attività. È ancora all’inizio ma siamo entusiasti del potenziale”.

“Vi ricordate cosa erano le mappe quindici anni fa? – commenta Jen Fitzpatrick, Senior Vice President di Google Maps -. Mi torna alla mente un viaggio fatto in Europa con tutte quelle cartine enormi. Le principali scoperte nell’Intelligenza artificiale ci hanno aiutato a portare più rapidamente informazioni locali di alta qualità in più parti del mondo”, spiega l’ingegnere.

Con il 67% del mercato monopolizza il settore

Grazie all’apprendimento automatico sono stati tracciati i contorni degli edifici, come mai nei dieci anni precedenti, oppure sono stati riconosciuti i numeri di case e strade scritte a mano, come è accaduto in Nigeria, difficili da vedere anche per chi passa al volante. Forse è per questo che nel corso degli anni Google Maps ha praticamente monopolizzato il settore. Con una quota di mercato del 67%, è seguita a distanza da Waze, con il 12% (sempre di proprietà di Google), Apple Maps, con l’11%, e MapQuest (8%, dati The Manifest del 2018).

Non solo mappe e indicazioni stradali

Dal giorno della sua nascita Google Maps non offre più solo mappe o indicazioni stradali. In 15 anni sono state raccolte 170 milioni di immagini, tra cui il Monte Bianco, il parco Yosemite e la fioritura dei ciliegi a Tokyo. E tra le opzioni di Maps più suggestive c’è Earth, che attualmente offre oltre 36 milioni di miglia quadrate di immagini satellitari ad alta definizione, ma anche Street View, che offre viste panoramiche a 360 gradi di strade e luoghi, riporta Ansa.

Negli anni passati a mettere in difficoltà il popolare servizio sono state però le accuse di violazione della privacy da parte di chi è finito nell’app a sua insaputa.

Di recente, inoltre, l’artista Simon Weckert è riuscito a ingannarne gli algoritmi, portando 99 telefoni a spasso per le vie di Berlino, tutti con l’app avviata. L’alta concentrazione di telefoni e l’incedere lento ha fatto credere alle Mappe di Big G che le vie fossero intasate. E l’artista ha “caricato” l’esperimento-provocazione su YouTube. 

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Gli ultimi aggiornamenti Microsoft per risolvere le vulnerabilità

Sono disponibili nuovi aggiornamenti di sicurezza per Microsoft. Ed è caldamente consigliato installarli al più presto. La società di Redmond ne ha infatti emessi diversi che risolvono vulnerabilità multiple in svariati prodotti Microsoft, di cui le più gravi possono causare l’esecuzione di codice arbitrario da remoto”. Gli aggiornamenti, spiegano gli esperti del CERT, Computer Emergency Response Team, riguardano Microsoft Windows, Internet Explorer, Microsoft Office e Microsoft Office Services and Web Apps, ASP.NET Core, .NET Core, .NET Framework, OneDrive for Android e Microsoft Dynamics. Gli upgrade possono essere scaricati dal sito Microsoft Download Center, e per i sistemi desktop, possono essere ottenuti automaticamente mediante Microsoft Update.

Windows 10 presenta vulnerabilità di gravità elevata

Gli aggiornamenti includono fix per “una vulnerabilità di gravità elevata nelle CryptoAPI di Microsoft Windows 10 e Windows Server 2016-2019 (32 e 64 bit), legata a una validazione non corretta di certificati ECC (Elliptic Curve Cryptography), che può consentire a un attaccante di firmare il codice di un eseguibile malevolo utilizzando un certificato non valido, facendo in modo che appaia provenire da una fonte affidabile (CVE-2020-0601)”, segnala il CERT. Oltre a fix per “due vulnerabilità critiche nel componente Remote Desktop Gateway (RD Gateway) di Microsoft Windows, che possono consentire a un attaccante di eseguire codice arbitrario sul sistema bersaglio inviando richieste appositamente predisposte che non richiedono autenticazione o interazione d’utente (CVE-2020-0609, CVE-2020-0610)”, e una vulnerabilità critica nel client Remote Desktop Services (RDP) che può consentire a un attaccante di eseguire codice arbitrario sul sistema sottostante quando l’utente si connette a un server malevolo (CVE-2020-0611).

Sistemi potenzialmente a rischio di attacchi malevoli

E ancora, “una vulnerabilità critica in ASP.NET Core legata a una gestione impropria delle richieste Web, che può consentire a un attaccante di provocare condizioni di denial of service (CVE-2020-0602)”, e una legata a una gestione impropria degli oggetti in memoria, che può consentire a un attaccante di eseguire codice arbitrario nel contesto dell’utente corrente (CVE-2020-0603)”.  E “vulnerabilità multiple critiche in .NET Framework legate a errori nella verifica del codice sorgente di markup di un file, che possono consentire a un attaccante di eseguire codice arbitrario nel contesto dell’utente corrente (CVE-2020-0605, CVE-2020-0606)”.

Applicare al più presto gli aggiornamenti necessari

Infine, un’altra vulnerabilità critica in .NET Framework “legata a una validazione impropria dell’input, che può consentire a un attaccante di ottenere il controllo completo del sistema affetto (CVE-2020-0646)”, e una “in Internet Explorer, legata a una gestione impropria degli oggetti in memoria, che può consentire a un attaccante di eseguire codice da remoto nel contesto dell’utente corrente (CVE-2020-0640)”. Viene quindi raccomandato a gestori e utenti di prendere visione dei bollettini di sicurezza Microsoft di gennaio 2020, e applicare al più presto gli aggiornamenti necessari.

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Natale sostenibile per l’78% degli italiani

Quest’anno la spesa natalizia sarà all’insegna della sostenibilità ambientale per il 78% degli italiani. La maggioranza degli italiani sembra infatti preferire solo piatti preparati con l’acquisto di prodotti alimentari sostenibili per la tavola dei giorni di festa. Tra i motivi di questa scelta, il 36% afferma di considerare i benefici per la propria salute, mentre il 23% dichiara di voler contribuire al benessere degli animali. Lo ha scoperto lo studio European Food Responsibility Study, realizzato da Ibm e Morning Consult, sulle scelte e i comportamenti di consumo durante le ricorrenze di fine anno. Si tratta di un’analisi che ha coinvolto Italia, Spagna e Regno Unito, ed è stata finalizzata a rilevare il grado di conoscenza, le abitudini e la sensibilità dei consumatori in materia ambientale e alimentare.

Un carrello della spesa attento alla provenienza degli alimenti

Per quanto riguarda il carrello della spesa degli italiani, secondo la ricerca l’88% tende a porre maggiore attenzione alla provenienza degli alimenti, in particolare per quanto riguarda l’origine etica e responsabile. Gli analisti segnalano ancora che il 63% dei consumatori non si lascia scoraggiare da un innalzamento dei prezzi di acquisto, se questi sono indice di una provenienza responsabile del cibo, riporta una notizia Ansa.

No allo spreco alimentare, si alla tracciabilità con la blockchain

Alta è anche l’attenzione per il tema degli sprechi alimentari (75%) con un 53% che ha affermato di prediligere l’acquisto presso catene della distribuzione che adottano iniziative volte a ridurre lo spreco alimentare. Tra i prodotti che renderebbero più probabile l’acquisto di un articolo ci sono quelli con le etichette biologiche o non Ogm. Ma la ricerca rileva anche l’attenzione dei consumatori verso la tracciabilità, con 9 intervistati su 10 che ritengono molto o relativamente prezioso disporre di alimenti tracciabili attraverso la blockchain.

Un albero vero e non in plastica salvaguarda il suolo

Relativamente alla salvaguardia del suolo più dell’80% dei consumatori ha espresso ”preoccupazione per il degrado del suolo”, e tre quarti degli intervistati hanno dichiarato di essere disponibili a pagare di più per prodotti alimentari coltivati in terreni sostenibili. A Natale, ricorda inoltre Confagricoltura, acquistare alberi veri, quelli naturali e non in plastica, ”è una scelta sostenibile perché fa bene all’ambiente, alla salute ed è di sostegno ai comparti florovivaistico e boschivo, essenziali per l’economia nazionale. Gli abeti, di varietà pregiate come il rosso o il bianco – continua Confagricoltura – provengono da coltivazioni specializzate o da cime derivanti da potature o sfoltimenti, indispensabili per la salute dei boschi”.

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In dieci anni sono spariti quasi 200mila negozi di quartiere

I tagli dei consumi delle famiglie italiane dal 2007 sono stati pari a 21,5 miliardi di euro. A fare le spese della crisi sono stati anche le piccole botteghe artigiane, che dal 2009 sono diminuite del 12,1%, corrispondenti a circa 178.500 unità, mentre i negozi di quartiere sono scesi di quasi 29.500 unità, -3,8%. Una perdita che complessivamente registra la sparizione di quasi 200mila negozi di vicinato in 10 anni. A fare il punto sulla situazione è uno studio della Cgia, secondo il quale la spesa complessiva dei nuclei familiari anche lo scorso anno ha registrato una frenata, ammontando a poco più di 1.000 miliardi di euro.

Dal 2007 la contrazione più importante riguarda l’acquisto dei beni, -10,3%

Sotto il profilo della composizione della spesa tra il 2007 e il 2018 la contrazione più importante ha riguardato l’acquisto dei beni (-10,3%), mentre i servizi sono cresciuti del 7%.

In dettaglio, i beni non durevoli (prodotti cura della persona, medicinali, detergenti per la casa, etc.) sono crollati del 13,6%, quelli semidurevoli ( abbigliamento calzature, libri, ecc.) si sono ridotti del 4,5%, e quelli durevoli ( auto, articoli di arredamento, elettrodomestici, ecc.) del 2,8%.

In Sardegna “muoiono” le aziende artigiane, in Valle d’Aosta il piccolo commercio

La regione più colpita dalla moria di piccole aziende artigiane è stata la Sardegna, che negli ultimi 10 anni ha visto scendere il numero del 19,1%, riporta Adnkronos. Seguono l’Abruzzo, con il 18,3%, e l’Umbria, con il 16,6%.

L’andamento delle imprese attive nel piccolo commercio, invece, ha subito la riduzione più significativa in Valle d’Aosta, con il 18,8%, in Piemonte con il 14,2%, e in Friuli Venezia Giulia con l’11,6%. Rispetto al trend negativo, risultano essere di segno opposto la Calabria (+3%), il Lazio (+3,3%) e la Campania (+4,6%).

Negli ultimi 11 anni le vendite al dettaglio sono scese del 5,2%

Le vendite al dettaglio, che costituiscono il 70% circa del totale dei consumi delle famiglie, negli ultimi 11 anni sono scese del 5,2%. Tuttavia, quelle registrate presso la grande distribuzione sono aumentate del 6,4% mentre nella piccola distribuzione (botteghe artigiane e piccoli negozi) sono precipitate del 14,5%. Sebbene il gap si sia decisamente ridotto, anche in questi primi 9 mesi del 2019 i segni sono rimasti gli stessi, +1,2% nella grande distribuzione e -0,5% nella piccola distribuzione. In ogni caso, la caduta dell’acquisto dei beni è proseguita anche quest’anno. Tra il primo semestre 2019 e lo stesso periodo del 2018 la contrazione è stata infatti dello 0,4%, con una punta del -1,1% dei beni non durevoli.

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Studenti, la passione guida la scelta del percorso di studi

“Cosa vuoi fare da grande?” è la domanda che tutti i giovani si sono sentiti porre dal primo giorno di scuola. La necessità di trovare una risposta, però, diventa impellente in zona maturità, quando sì, davvero, bisogna decidere come programmare il proprio futuro. A sorpresa, soprattutto in tempi difficili sotto il profilo occupazionale come sono questi anni, si scopre che i giovani quando devono scegliere il percorso di studi seguono la passione personale. I ragazzi quindi vogliono formarsi su ciò che amano e sono ancora pochi quelli che scelgono in base alle prospettive occupazionali. Questa “fotografia” emerge dall’indagine online di Studenti.it che ha posto alcune domande ai suoi utenti su “cosa pensano i giovani della formazione post scolastica”.

Una scelta di “pancia” e di “cuore”

Quanto sia di cuore più che di testa la decisione dei giovani italiani si evince dalle risposte alla domanda “qual è il criterio che guiderà o ha guidato la scelta del tuo percorso accademico?”. Infatti, ben il 49% degli intervistati sceglie  “di pancia”, con molto distacco rispetto alla risposta successiva, ovvero in base alle richieste del mondo del lavoro, il 19%. A distanza, per l’8% dei rispondenti conta la sede dell’Ateneo mentre solo un 5% si affida ai consigli di parenti e amici.

Le alternative alla formazione universitaria

Quali sono invece le possibili alternative al percorso universitario? Competenze certificate e più possibilità di apprendistato. Quando si chiede agli studenti quali potrebbero essere le alternative allo studio post maturità il 33% vorrebbe un sistema per certificare le proprie competenze e il 29% più apprendistato durante la scuola. Tuttavia il 38% insiste comunque per il rinnovamento del sistema accademico (da allineare alle esigenze del mercato del lavoro). L’orientamento c’è ma bisogna fare di più per 6 studenti su 10. I ragazzi, infatti, lamentano una mancanza di  informazioni e di strumenti efficaci per scegliere al meglio.

Il lavoro dei sogni

Per concludere, qual è il lavoro dei sogni per i ragazzi italiani? La maggior parte degli studenti, il 24,2%, ha manifestato il desiderio di lavorare in proprio o, per il 21,4%, di essere parte di una grande azienda. Il 13,1% sceglie un impiego nella pubblica amministrazione mentre solo l’8,6% vorrebbe inserirsi nel mondo delle startup. Infine, per quanto riguarda la ricerca di opportunità anche lavorative i giovani scelgono in gran parte il web (32% degli intervistati), mentre il 27% si affida al parere dei professori, a scuola o in università. Circa uno su quattro (il 22%) si fa aiutare da familiari e amici mentre il 9% si affida alla comunicazione di istituzioni e aziende.

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Il crimine finanziario globale supera il Pil della Spagna: un nuovo report

I crimini finanziari globali generano un business che supera ampiamente il Pil della Spagna. Il dato, impressionante, emerge dal World Check Risk Intelligence 2019, report appena pubblicato e che raccoglie i dati sui crimini finanziari globali. Secondo i dati elaborati dal Centro Studi di ReputationUp, società specializzata in gestione della reputazione online, l’ammontare del fatturato del crimini finanziari globali ha toccato i 1,45 trilioni di dollari, superando il Pil del Paese Iberico fermo a 1,3 trilioni di dollari. Un flusso impressionante di denaro che può essere impiegato per finanziare operazioni illecite e gravissime quali le attività terroristiche e il riciclaggio di denaro sporco.

L’economia mondiale in pericolo?

Oltre la dimensione dei numeri, fa effetto pensare quali potrebbero essere gli effetti di questo business criminoso. “Questo dato incredibile mostra chiaramente quanto tutta l’economia mondiale sia in serio pericolo. È infatti inconcepibile che il Pil di una grande nazione europea come la Spagna sia addirittura inferiore al Pil del Global Financial Crime”, afferma Andrea Baggio, CEO e Founder di ReputationUP. Il pericolo è anche connesso con attività illecite davvero pericolose per l’intero pianeta. Come rivelato dal rapporto World Check Risk Intelligence 2019, gli analisti mettono in correlazione il crimine finanziario con il riciclaggio di denaro sporco (money laundering) e il finanziamento al terrorismo (money dirtying): “I soggetti più a rischio sono soprattutto le banche, gli istituti finanziari e creditizi, i servizi governativi e di intelligence, che devono adottare misure sempre più stringenti di KYC, Due Diligence e Risk Intelligence” sottolinea ancora Baggio. Pena il rischio di diventare vittime di attività criminose.

Migliaia di aziende colpite ogni anno

Stando ai dati più recenti, ogni anno sono migliaia le aziende che vengono colpite da questa tipologia di truffa, che ne compromette affidabilità e reputazione. Andando ancor più in dettaglio, si scopre che quasi il 50% delle società globali è stata vittima di almeno un crimine finanziario negli ultimi 12 mesi. Un fenomeno che non accenna a diminuire, anzi, e che permette di finanziare attività criminose a discapito delle imprese “sane” di tutto il mondo. Ecco perché analisti, esperti e addetti ai lavori vorrebbero attivare un confronto su su come migliorare l’attuale sistema normativo in termini di Anti Money Laundering e Combating the Financing of Terrorism.

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Enea e Fiat insieme per sviluppare materiali innovativi e riciclabili per l’auto

Nuovi materiali in fibra di basalto e resina per il settore automobilistico, riciclabili, leggeri e a basso costo. Questo è l’obiettivo del nuovo progetto di ricerca Cradle-to-Cradle Composites, finanziato con oltre 1,3 milioni di euro dal consorzio europeo per le materie prime EIT Raw Materials, e coordinato dall’Enea in partnership con il Centro Ricerche Fiat (CRF). In particolare, Enea si occuperà di testare le proprietà meccaniche dei nuovi materiali e di verificare le loro prestazioni anche in presenza di un invecchiamento accelerato. Mentre Fiat si propone di realizzare un cofano in composito totalmente riciclabile per la FIAT 500 Abarth.

Sostituire la fibra di carbonio con una derivata dal basalto

“Attualmente uno dei materiali compositi più diffuso è quello in fibra di carbonio e resina epossidica che viene utilizzato per la produzione dei cofani di automobili di lusso. Ma dal loro riciclo non è possibile recuperare materiale utile per produrre di nuovo quegli stessi componenti – spiega Claudio Mingazzini, ricercatore Enea responsabile del progetto -. Grazie a questo progetto sostituiremo la fibra di carbonio con una derivata dal basalto, perché è riciclabile e mantiene costanti nel tempo le sue qualità. In questo modo dimostreremo come sia possibile riprocessare la fibra di rinforzo, che rappresenta il 60% della massa del cofano, per produrre di nuovo il componente originario”.

Evitare qualsiasi spreco di materia

L’altra novità, riporta Askanews, è che nel nuovo materiale composito la fibra di basalto sarà associata a una resina innovativa che a fine vita potrà essere recuperata per la produzione degli interni di un’automobile, evitando in questo modo qualsiasi spreco di materia.

“Il principale dimostratore di progetto sarà la realizzazione di un cofano in composito totalmente riciclabile per un modello di automobile già in produzione, ossia una FIAT 500 Abarth. Ma il business plan di progetto prende in considerazione un potenziale volume di produzione di 100mila veicoli all’anno da riciclare secondo il modello cradle-to-cradle, vale a dire dalla culla alla culla, ovvero un processo a rifuto-zero che ricicla il materiale per la sua funzione originaria”, sottolinea Mingazzini.

Fornire ai produttori di autovetture una tecnologia matura entro il 2022

Oltre a Enea e CRF il progetto vedrà la partecipazione del consorzio spagnolo di ricerca e sviluppo materiali per i trasporti Gaiker, di AM Composites, dell’Università di Bordeaux e delle aziende GS4C e R*Concept.

Materiali a parte, il team internazionale lavorerà sui processi per rendere il riciclo dei componenti auto più economico, efficace, semplice e sostenibile per l’ambiente, fornendo ai produttori di autovetture una tecnologia matura (Technology Readiness Level – TRL 7) entro il 2022.

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Ridurre i consumi dei condizionatori si può. Ecco i consigli degli esperti

Arriva il grande caldo e scatta l’interruttore dei condizionatori, ma se la casa è più fresca le bollette si surriscaldano. Per ottimizzare il rinfrescamento della casa salvaguardando comfort e portafogli ENEA fornisce 10 consigli pratici che permettono di ottenere benefici ambientali, e risparmi fino al 7% sul totale della bolletta elettrica. Prima di tutto attenzione alla classe energetica del condizionatore. Sono infatti da preferire i modelli in classe energetica A o superiore, che comportano un risparmio sulla bolletta elettrica e una riduzione delle emissioni di CO2. Ancora meglio se la tecnologia è inverter, che adegua la potenza del climatizzatore all’effettiva necessità riducendo i cicli di accensione e spegnimento.

Attenzione al posizionamento e all’umidità

Per l’acquisto di un climatizzatore a pompa di calore, se destinato a sostituire integralmente o parzialmente il vecchio impianto termico, si può usufruire del bonus casa, dell’ecobonus, e del Conto termico 2.0. Ma attenzione alla posizione: in fase di installazione, è importante collocare il climatizzatore nella parte alta della parete ed evitare di posizionarlo dietro divani o tende.

Non raffreddare però troppo l’ambiente e attenzione all’umidità. Due o tre gradi in meno rispetto alla temperatura esterna sono sufficienti. Spesso per scongiurare la sensazione di caldo opprimente può essere sufficiente l’attivazione della funzione deumidificazione, perché l’umidità presente nell’aria, riporta Italpress, fa percepire una temperatura molto più elevata di quella reale.

Chiudere le finestre e coibentare i tubi del circuito esterni

Ogni stanza poi ha bisogno del suo climatizzatore, e non lasciare porte e finestre aperte. Il climatizzatore rinfresca e deumidifica l’ambiente in cui è installato trasferendo il calore e l’umidità all’esterno. L’ingresso nella stanza di nuova aria calda obbliga l’apparecchiatura a compiere un lavoro supplementare per riportare la temperatura e l’umidità ai livelli richiesti, con il conseguente dispendio di energia. Serve poi coibentare i tubi del circuito refrigerante all’esterno dell’abitazione. Se esposti direttamente ai raggi solari rischiano di danneggiarsi. Inoltre è opportuno assicurarsi che la parte esterna del climatizzatore non sia esposta completamente al sole e alle intemperie.

Usare la funzione e occhio alla pulizia dei filtri

Usare il timer e la funzione “notte” per ridurre al minimo il tempo di accensione dell’apparecchio. Inoltre, evitare di lasciare il climatizzatore acceso per l’intera giornata, ma solo quando si è presenti in casa.

E occhio alla pulizia e alla corretta manutenzione. I filtri dell’aria e le ventole devono essere ripuliti alla prima accensione stagionale, e almeno ogni due settimane, perché si tratta del luogo dove si annidano frequentemente muffe e batteri dannosi per la salute. Come il batterio della legionella, che può essere mortale. È importante inoltre controllare la tenuta del circuito del gas.

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